“In vino veritas”, una deliziosa favola sul ritorno alle nostre radici

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“Sono un orgoglioso italo-canadese. Mio padre mi raccontava le storie della sua infanzia a Pisticci, un piccolo comune della provincia di Matera, nella Basilicata. Ho viaggiato a lungo nelle grandi città come Roma, Venezia, Firenze e in piccoli angoli di paradiso come Positano, nel tentativo di entrare in contatto con le mie origini italiane”. Sean Cisterna (“Kiss and Cry”, 2017) è il regista della deliziosa commedia “In Vino Veritas” (2019), prodotto da Kyle Bornais, Paula Brancati, Sean Cisterna & Francesco Papa. Ora disponibile sulla piattaforma Amazon Prime, venduto in tutto il mondo: USA, Canada, Australia, Nuova Zelanda, UK, Korea.

Combinando realismo magico e neorealismo italiano, il film accompagna lo spettatore in un viaggio sentimentale. Riscoprire le radici, la nostra identità può diventare panacea ai mali della vita competitiva e spietata nella società capitalista. Una storia divertente dove testa e cuore dei protagonisti lottano per far comprendere che nella vita occorre osare per raggiungere la felicità. “In vino veritas” parla d’ Italia, di quella terra tanto amata e mai dimenticata. Gli italiani più temerari, più di un secolo fa, hanno attraversato l’Oceano per sbarcare in quello che tutti immaginavano essere un luogo paradisiaco. Uomini coraggiosi che hanno dovuto abbandonare i loro affetti, le loro case per cercare lavoro e fortuna all’estero. Il distacco, la solitudine, la necessità di mantenere la propria identità segnata dai gesti, dalla fede, dalla propria lingua, dai saperi arcaici hanno accompagnato chi è partito tramandando questo legame profondo con le proprie radici, ai figli e ai nipoti.

E’ da qui che ha inizio la storia. Tratto dal pluripremiato romanzo di Ken Cancellara “Finding Marco”, la pellicola è ambientata in una delle regioni più affascinanti e suggestive d’Italia: la Basilicata. Location prediletta dalle produzioni hollywoodiane. Un viaggio tra i borghi, le campagne e le eccellenze artistiche ed enogastronomiche di questa terra. “Ero affascinata dall’idea di creare un ponte tra le mie due culture: Canada e Italia – spiega il regista – Riuscire a ritrarre l’Italia sia da una prospettiva esterna all’inizio, sia da una prospettiva più interna man mano che il film procede, è stato fondamentale”. “Volevo incorporare il suono del vino nella colonna sonora – aggiunge- il compositore Francesco Morettini ha scritto un tema splendido, suonando la melodia su una serie di bicchieri da vino. Le percussioni sono create con l’agitazione del vino in una bottiglia”.

Ad interpretare il ceo Mark Gentile è la celebre star americana Joe Pantoliano. Caratterista di talento tra i protagonisti di film indimenticabili: I Goonies (1985); Il fuggitivo (1193) Matrix (1999) Memento (2000). Con lui, Marco Leonardi il volto di Nuovo Cinema Paradiso (1998) e l’attrice canadese Wendy Crewson. La vita di Mark Gentile, amministratore delegato di una multinazionale di Toronto è sull’orlo di una svolta tanto inattesa quanto desiderata. Subisce una grave umiliazione negli affari e si ritira nella piccola Acerenza, in Italia, per trovare un nuovo scopo nella vita. E qui, sotto il caldo sole del Sud, accade l’imprevedibile: con una decisione del tutto impulsiva Mark decide di rimodernare il vecchio vigneto del nonno, così da offrire alla piccola borgo di Acerenza un futuro sostenibile. Mark convince alcuni contadini del luogo, ognuno con la propria verve comica, ad aiutarlo in questo sforzo apparentemente irrealizzabile, promettendo a tutti una quota dell’azienda in caso di successo. Per poter dare valore al nostro presente bisogna sentire vivo il nostro passato nel quale affondiamo le radici. E’ così che scopriamo chi siamo davvero.

La favola diretta da Sean Cisterna, lancia un messaggio di speranza. Protagonisti sono i vicoli, le chiese, i monumenti del borgo che incredibilmente si animano. Il verde delle colline, il blu del cielo e il giallo intenso. L’Italia è il “ritorno all’Eden” per il protagonista, Mark Gentile. Le colline soleggiate fanno da sfondo alla dolce narrazione, dove le case ci parlano delle emozioni e del carattere di chi le abita. Il contatto con la natura renderà Mark veramente libero; libero di esprimersi, di esplorare le sue vere passioni, di gustare nuovi sapori, di godersi la tranquillità e di abbandonare la frenetica routine di Toronto. Ma soprattutto di comprendere a fondo il suo cuore, perché tutto nella vecchia villa del nonno gli rievocherà la sua magica infanzia; stanze, oggetti e profumi, lo rimetteranno in contatto con la parte più autentica di sé, inducendolo a cercare la vera felicità che ormai credeva per sempre perduta.

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