La terra di Leopardi è un Louvre a cielo aperto

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Valorizzare il patrimonio marchigiano dev’essere l’obiettivo della futura amministrazione

Come spesso affermato da Vittorio Sgarbi, “le Marche sono un luogo dove le cose si amplificano, pur essendo una piccola regione, e diventano valore universale. Tutto quello che nelle Marche trova luogo di risonanza per anime inquiete, diventa poi espressione poetica. L’arte, la poesia, come l’infinito di Leopardi, vanno oltre il tempo e la morte”. La Regione è il luogo della più alta espressione di civiltà artistica italiana, un’isola felice in cui il paesaggio raggiunge risultati di perfezione che sembrano pensati da Dio.

Lo stesso Sgarbi definisce le Marche “un Louvre a cielo aperto”. Purtroppo, ancora oggi, questa grande
bellezza non è sufficientemente valorizzata, occorre quindi una seria politica della cultura, legata però ad interventi infrastrutturali, viabilità e trasporti. La Regione infatti, pur trovandosi in posizione centrale nello stivale, accusa gravi ritardi nell’ammodernamento della rete di comunicazione e raggiungere le Marche risulta spesso una impresa.

In primo luogo mettere a regime l’aeroporto di Falconara Marittima che, vista la vicinanza con: porto, interporto, autostrada, ferrovia e superstrada, gode di tutti i presupposti per divenire un’infrastruttura strategica per l’intera costa Adriatica. Aeroporti funzionanti, hanno fatto la fortuna di interi territori, pensate solamente a Trapani, il Salento, etc. Una fetta importante di turismo, culturale ed internazionale, ormai si muove attraverso il sistema low cost. E non meno importanti interventi riguardano rete
stradale e rete ferroviaria, specialmente nei collegamenti verso la nostra Capitale. Un’altra misura dovrà prevedere investimenti che vadano a favorire ammodernamenti nelle strutture ricettive per una rinnovata rete della accoglienza. Tutto ciò premesso, la Regione gode di un invidiabile patrimonio artistico verso il quale le soprintendenze hanno mostrato una grande capacità di conservazione dei beni. Ma non basta. Occorre un’imponente opera di valorizzazione nei confronti di una eredità culturale senza eguali ed intorno alla quale è possibile ricostruire nuove trame identitarie e nuovi percorsi di sviluppo socio-economico.

Purtroppo, come spesso avviene nel nostro Paese, prevale una visione statica, solo conservativa che cristallizza ed ingessa non solo il bene, ma anche le possibilità di dialogo tra soggetti e settori. Il ruolo delle istituzioni, in primis MIBACT e Regione, è dunque cruciale come catalizzatore di risorse, facilitatore di un pensiero integrato e sperimentatore di pratiche innovative. La valorizzazione dei beni storici, artistici e culturali non può essere ridotta ad una mera questione gestionale o organizzativa. Si tratta di una azione culturale essa stessa poiché parte dalla capacità di riconoscimento del patrimonio d’arte.

La valorizzazione dovrà iniziare da un vero e proprio sistema di sviluppo integrato locale con un percorso di valorizzazione complessiva che dovrà esprimere capacità di intrapresa e di creazione di una rete locale e sovra-locale dettata da una grande capacità di visione e di passione, con una grande abilità nel mobilitare competenze raffinate ed elevate professionalità, di bilanciamento tra investimenti sui beni e più diffusamente il contesto ospitante. La Regione dovrà quindi farsi carico di una regia unitaria che, a tutt’oggi, vede una generale frammentazione di interventi.

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