Le Città Identitarie: un progetto che ha indicato una via

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Questa dodicesima edizione del Festival delle Città Identitarie si è chiuso con una performance unica. Tra gli affreschi di Achille Funi nella Sala dell’Arengo nel Palazzo Municipale che celebrano il mito e la storia di Ferrara attori, politici, cittadini si sono alternati nella lettura di uno dei capolavori della letteratura italiana: L’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto.

La suggestiva sala municipale malgrado orario e giornata proibitiva, (le ore 12 di una domenica estiva), si è riempita con un pubblico attento fino all’ultimo dei 46 canti del più famoso poema cavalleresco in lingua italiana. A iniziare la staffetta di lettura uno dei volti più amati della tv italiana, Vanessa Gravina che ha duettato con un altro volto noto dello spettacolo, Leandro Amato per lasciare poi il microfono al vice sindaco Alessandro Balboni, al direttore della Blow Up Academy, Alessio Di Clemente, all’assessore alla Cultura del comune estense, Marco Gulinelli, a studenti e a giovani cittadini che si sono iscritti a questa inedita versione adattata da Massimiliano Griner.

Edoardo Sylos Labini ha letto l’ultimo canto dando appuntamento al 2027 con i Festival ma a settembre con l’uscita del libro sullo Città Identitarie e la messa in onda della nuova serie del suo programma, Radix, in onda dal 2 ottobre in seconda serata su Rai 3.

Il Festival è stato un successo, e gli attacchi ridcoli della prima serata hanno solo aiutato a fare promozione alla kermesse e ai libri di Giordano Bruno Guerri che con le sue biografie, soprattutto quella su Italo Balbo, ha fatto il pieno di vendite nelle librerie ferraresi.

Dalla corte rinascimentale al grande cinema d’autore, passando per le trasvolate atlantiche di Balbo, Ferrara ha vissuto tre giorni di grande cultura non conformista, con un linguaggio popolare e contenuti molto alti che lasceranno un segno in città, aprendo un’accesa e sana discussione lontano dai paletti mentali del politicamente corretto che ha lobotomizzato il pensiero unico delle sinistre ideologizzate.

Il racconto dell’identità culturale della provincia italiana è da anni la nostra missione, da quando abbiamo fondato 10 anni fa CulturaIdentità, e vedere che in tanti hanno preso la strada che abbiamo indicato con iniziative culturali, proposte di legge, programmi televisivi, addirittura un nuovo canale Rai lanciato ai palinsesti ad Ancona, Italiana, da ottobre sul numero 57 del digitale, ci riempie d’orgoglio. Oggi la parola “identità” è entrata nel dibattito culturale e politico anche grazie al nostro intenso lavoro di questi anni. Forse in pochi ci riconosceranno questo merito ma da queste pagine la narrazione sarà sempre la stessa con qualunque compagine di governo: raccontare con passione l’Italia più bella.

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