“L’evanescenza del colore” di Bruno Arcangeli

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Il risveglio, acquarello, cm 56x38

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Nelle opere dell’artista triestino il soggetto è sospeso in una dimensione quasi irreale

Nato e vissuto fino all’adolescenza a Trieste, Bruno Arcangeli inizia ad incuriosirsi e aprire le sue visioni culturali grazie a questa città cosmopolita. Completa gli studi superiori con il conseguimento del brevetto di ufficiale radiotelegrafista di prima classe e del diploma di perito elettronico nel 1982, fino al 1988 lavora con mansione di tipo tecnico in un’azienda di servizi di Udine. Fin da ragazzo Bruno Arcangeli ha una passione per la scrittura e il modellismo, in particolare ferroviario. Dopo un’accurata ricerca storica l’artista intraprende una collaborazione con il Messaggero Veneto e la Voce Isontina; i suoi lavori vengono presentati su riviste specializzate (dal 1990 con la rivista Mondo Ferroviario, che si è occupata di storia ferroviaria e modellismo). Di recente ha collaborato con il settimanale triestino Vita Nova, dove ha curato una rubrica sulla storia della città di Trieste.

La passione e l’amore per la pittura inizia già da bambino, avvicinandolo in particolare alla tecnica dell’acquarello.

Intraprende quindi con determinazione e passione da autodidatta questo percorso artistico, che in poco tempo lo porta ad una vera e propria svolta, ideando e illustrando le fiabe Il libro di Ascott e Il magico mondo di Ascott.

La carriera di scrittore prosegue con la pubblicazione del romanzo Il landau di Susi, presentato alla Fiera di Torino e alla Fiera del Libro di Francoforte.

Soushun, acquarello, cm 56×38

«Sono sempre rimasto affascinato dalla magia del colore che nasce con l’acqua e che si stende sulla carta»: così Bruno Arcangeli descrive la sua passione per l’arte. E prosegue:«Posso dire che quando guardo il foglio di carta su cui dovrò andare a realizzare la mia opera, dopo il rito della preparazione in cui lo immergo nell’acqua e lo lascio ad asciugare, non lo vedo bianco, ma già come un’ideale tavolozza di colori, dove ogni oggetto trova la giusta collocazione nella scena. Lo sento pieno di vita e proietto idealmente il quadro che ho in mente sul foglio. E’ come fare un’escursione in un bosco, vi si entra con il rispetto dovuto, quasi in punta di piedi, per non disturbare e poi, abbandonate le preoccupazioni, si lascia che il corpo e la mente siano pervasi dall’ambiente che ci circonda e finalmente ci si può abbandonare ad esso».

L’approccio iniziale con l’acquarello si è incentrato esaltando la cromia dei soggetti che caratterizzavano le fiabe. Sviluppando la tecnica ha intrapreso un nuovo mondo artistico, che l’artista chiama L’evanescenza del colore, nel quale il soggetto è sospeso in una dimensione quasi irreale, dove il colore non è mai carico e l’osservatore è indotto a interpretare quelli che possono essere i toni mancanti con la sua immaginazione.

La particolarità che lo distingue è proprio il lavoro artistico, che inizia con delle ricerche su vari pigmenti, sperimentandone le tonalità e ricercando la particolarità sulla carta ideale: infatti Bruno Arcangeli sceglie di lavorare con alcune carte realizzate semi artigianalmente, con prodotti naturali e prive di additivi chimici.

L’artista così concretizza una ricerca interiore, una visione intima della vita e delle cose. Per questo motivo ogni suo lavoro è un’emozione, uno stato d’animo che non intende mai giudicare ma lascia che sia l’osservatore a farlo.

I valori cromatici sono fondamentali per visionare al meglio le opere di Bruno Arcangeli: i colori che predilige sono le tonalità del blu perché offrono un senso di appagamento e rilassatezza unica. Il suo desiderio è quello di produrre l’opera più naturale possibile cercando di realizzare l’ideale connubio: da un lato la difesa della natura, dall’altro un concreto aiuto alle popolazioni che realizzano la carta in zone povere del mondo, come l’India e il Perù, dove si riutilizza la carta e la si mescola con fibre di cotone che provengono da piantagioni locali.

Le opere di Bruno Arcangeli si ispirano principalmente alla bellezza della natura e proprio perché sono realizzate su questo tipo di carta artigianale veicolano attraverso le mostre e sul Web un messaggio molto importante: la difesa ambientale e l’aiuto a popolazioni che vivono grazie alla produzione di questa carta.

Nell’ultimo periodo Bruno Arcangeli si è interessato ai volti umani: miscela questa nuova forma d’arte con la passione per la cultura giapponese, creando nuovi capolavori che raffigurano giovani donne e geishe che, con la loro apparente leggerezza, sembrano estraniarsi dalla frenesia del quotidiano per librasi in una nuova dimensione.

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