Lo Stato sono i nostri medici, altro che l’avvocato del popolo

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Lo Stato sono i nostri medici, altro che l'avvocato del popolo

Grazie, grazie e ancora grazie ai medici agli infermieri agli operatori sanitari a tutti quelli che stanno lavorando senza tregua nei nostri ospedali e che, sia chiaro, soprattutto nelle regioni del nord dove sono scoppiati i focolai, sono un’eccellenza mondiale. Per questo mi chiedo con quale coraggio l’avvocato del popolo Conte abbia accusato l’ospedale di Codogno di non aver eseguito in modo adeguato i protocolli. Il coronavirus non si riconosce subito; e se anche ci fosse stato un errore, come fa il Presidente del Consiglio ad accusare pubblicamente e a non tutelare il lavoro di migliaia di professionisti, che sono per noi cittadini dei veri e propri angeli custodi?

Del resto l’inadeguatezza di questo Governo, non votato dal Popolo, l’abbiamo vista un mese fa, quando molti componenti della maggioranza avevano come unica preoccupazione il farsi i selfie davanti ai ristoranti cinesi e accusare gli italiani di essere razzisti. Questi signori sono gli stessi che in queste ore invece di portare in Parlamento proposte e misure che riguardano l’emergenza coronavirus sono presi dal votare alla chetichella il Dl Intercettazioni, vera priorità per loro!

Non se ne può più nemmeno di quei sorrisini di sufficienza, che nei soliti programmi televisivi pseudo-intellettuali rivolgono alla massa dei cittadini italiani che in piena psicosi ha assaltato i supermercati. E’ una sinistra compagnia di giro tra politici e loro supporter completamente fuori dalla realtà che prende posizioni da sempre contro gli interessi degli italiani.

Allora in questo momento difficile per il nostro Paese cerchiamo di diffondere messaggi di positività e facciamo vedere al mondo di che stoffa siamo fatti. Questo virus uccide solo i pazienti anziani che soffrono già di altre complicanze per questo è importante seguire le indicazioni che ci vengono date dalle autorità territoriali e dal Ministero della Salute. In altri Paesi europei evidentemente non sono usciti così tanti casi perché non sono stati fatti tutti quei tamponi che nei giorni scorsi Lombardia e Veneto hanno eseguito sulla popolazione. Ci aspettano settimane difficili, dove l’unità dell’Italia vera, quella che ha paura, che lavora, che si deve occupare dei propri figli, dovrà dare una risposta a questa psicosi che si è sviluppata più veloce del virus. Cerchiamo dove è possibile di vivere la normalità sapendo che strutture come lo Spallanzani, il Sacco, l’Humanitas, il San Raffaele e tante altre sono il simbolo dell’italianità che il mondo ci invidia. E che sapranno sconfiggere questa emergenza. Lo Stato per noi sono loro.