Miss Italia, 84 anni di storia di donne e di libertà ma le trans anche no!

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Allora, hanno iniziato i Paesi Bassi e se è vero il detto Moglie e buoi dei paesi tuoi allora non dovremmo imitarli. E invece. Rikkie Valerie Kollé è la prima Miss Olanda transgender e lo è diventata perché per la giuria aveva una storia forte e una missione chiara. D’accordo sulla fortezza, ma la chiarezza? Non pervenuta. Ad ogni modo “è una strategia pubblicitaria“, come ha affermato Patrizia Mirigliani, patrona di Miss Italia che presenzierà con un video messaggio all’VIII Festival delle Città Identitarie al via domani a Trino, nella città dove Giuseppe De Santis girò un film importantissimo del neorealismo, Riso amaro, con Silvano Mangano , mentre sarà presente Lavinia Abate, Miss Italia nel 2022, ultima edizione del concorso che lanciò proprio la Mangano nel mondo del Cinema e dello Spettacolo.

Oggi Patrizia Mirigliani sta lavorando all’edizione numero 84 dello storico concorso (al momento sono in corso le selezioni che porteranno poi alle finaliste per Miss Italia 2023) e ha commentato l’incoronazione di Miss Olanda affermando che è solo marketing. Ci sono delle regole, anzi un regolamento: “Sin da quando è nato, il mio concorso prevede nel suo regolamento la precisazione secondo la quale bisogna essere donna sin dalla nascita“.

E’ giusto cambiare con i tempi che cambiano, del resto nel 1996 Denny Mendez, proveniente da Santo Domingo, vinse divenne Miss Italia e nel 1990 il presidente di giuria Maurizio Costanzo aveva fatto abolite le canoniche misure 90-60-90. Per non parlare poi dell’apertura di Miss Italia dal 1994 alle donne e mamme sposate, con Beatrice Scolletta che durante la finale 2022 ha sfilato in dolce attesa e sempre nella stessa edizione c’era una ragazza dichiaratamente omosessuale.

Quindi nessuna preclusione alle innovazioni, sottolinea la Mirigliani, ma nello stesso tempo non si deve cadere nell’eccesso: “Ultimamente i concorsi di bellezza cercano di fare notizia usando anche delle strategie che secondo me sono un po’ assurde. Al nostro concorso partecipano ragazze tatuate, con piercing, extension. Fa tutto parte del nuovo modo di raccontarsi delle donne, però tutto ciò che è eccesso per accentuare l’estetica cerchiamo di non agevolarlo. Gli eccessi non vanno bene“.

E se qualcuno vuole imbavagliare lo storico concorso, faccia pure, ma si ricordi che “Miss Italia è un concorso che ha 84 anni di storia ed è riuscito a raccontare non solo la storia del costume italiano ma anche la storia della bellezza e ha reso alcune donne italiane delle vere e proprie icone. Miss Italia ha reso grandi le donne, ma se qualcuno pensa che non ci sia più la libertà per le donne di partecipare al concorso allora va bene, ma la libertà delle donne è la cosa più importante, soprattutto in questo momento

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