“Modello Catanzaro”, un esempio per tutto il Sud

“Modello Catanzaro”, un esempio per tutto il Sud

“Modello Catanzaro”, un esempio per tutto il Sud

Nell’era dei modelli globali imposti dall’alto, con Greta e i suoi sponsor, delle multinazionali che hanno inquinato non solo l’ambiente ma sopratutto le giovani menti, c’è una realtà tutta calabrese che in materia di raccolta differenziata è passata dai meri slogan ai fatti.

Il “Modello Catanzaro” con la raccolta differenziata che sfiora il 67%. Un risultato che riconosce alla città capoluogo di regione lo status di esempio virtuoso Green per tutti i comuni del sud Italia.

Nel 2013 a Catanzaro non si differenziava nemmeno il 5% e sul finire del 2015 l’amministrazione comunale guidata da Sergio Abramo in sinergia con il Consorzio nazionale imballaggi ha dato vita a un progetto che ha portato a un decisivo cambio di passo.

Nel giro di pochi anni Catanzaro è riuscita a raggiungere percentuali di raccolta ben al di sopra della media nazionale imponendosi tra le eccellenze nel Mezzogiorno sia  per livelli quantitativi che qualitativi della raccolta differenziata. Il dato è passato dall’11,95% del dicembre 2015 al 65,05% nel dicembre 2016, poi cresciuta l’anno successivo fino al 66% arrivando a toccare il 67% nei primi nove mesi del 2019. Alla data odierna tale modello ha conseguito una percentuale di crescita della raccolta pari 1.699,73%, un successo più volte premiato da Legambiente anche per la lotta alla plastica raggiungendo una raccolta pro capite per gli imballaggi di plastica di circa 24 kg. Dal punto di  vista finanziario, si registra un ulteriore traguardo malgrado i tagli agli enti locali e le tasse sui rifiuti non hanno subito nessun aumento.

Il successo di Catanzaro deve essere un  esempio per tutto il sud Italia sopratutto per le forti criticità del mezzogiorno dove mancano, da sempre, strutture e risorse per investire sulla green economy. I dati del “Modello Catanzaro” evidenziano come la partecipazione attiva del cittadino alla Polis, carattere distintivo delle nostre radici nella cultura classica della Magna Graecia, è la giusta strada da percorrere per la lotta all’inquinamento senza che il pensiero unico ci imponga icone preconfezionate che dalle barche dei potenti, o dai summit all’ONU, facciano lezioni su come salvare l’ambiente.

Formare le nuove generazioni e far comprendere che la cultura ecologista non si deve basare sulla minaccia di sanzioni ma sull’educazione alla tutela della bellezza dei territori. Alla macchina politica e mediatica di “Greta”, dove si celano diversi interessi e investimenti di capitali, rispondiamo con il modello localista catanzarese.



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