Nella Città della Poesia un’alternativa al monopolio mainstream della cultura

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A Udine ha preso piede un progetto denominato Città Della Poesia. L’ideatore è Simone Mestroni, classe 1989. Un vero e proprio ribelle ai diktat del pensiero dominante del mainstream che non si allinea alla cultura dominante e ai propri “idoli” politicamente corretti che tentano di inculcarci ogni giorno. Simone, da solo, vuole dare una valida alternativa al monopolio della cultura con l’arte di strada: chiede ai commercianti ed esercenti del centro di Udine di raffigurare sulle proprie serrande personaggi del mondo letterario ed artistico che sono da sempre riconosciuti come controcorrenti: nella sua pagina Facebook si possono notare opere raffiguranti un Marinetti, Pasolini, d’Annunzio, Gaber, Céline e molti altri. Ma anche sue personali opere. Udine ne è ormai piena, e infatti il progetto si è esteso oltre la città, coinvolgendo anche varie amministrazioni comunali. Alcune di queste opere le si trovano anche trovare anche a Brescia (Marinetti) e a Klagenfurt (Ingeborg Bachmann).

Città Della Poesia è una risposta agli aspetti oscuri del presente. E’ l’alternativa allo stupidume moderno, alla talvolta spigolosa e rozza quotidianità, sia nei modi di esprimersi che in quelli di atteggiarsi. A tutto questo Simone ha risposto creando un contraltare che rappresentasse l’esatto opposto, attraverso la delicatezza delle parole e la sinuosità dei mezzibusti di chi le ha scritte. Una trincea culturale nella quale ci si difende dal nulla che avanza, ma che si pone l’obiettivo di dare delle risposte, uscendo così dal metaforico solco di resistenza. Queste risposte riguardano la finalità didattica di Città Della Poesia, vale a dire quella di catturare l’attenzione dell’uomo della strada, del passante, presentandogli su muri e serrande versi e autori della poesia che spesso non conosce, dando così la possibilità di approcciarsi alla letteratura anche a chi non frequenta librerie, università, biblioteche e i vari luoghi adibiti alla cultura. Un progetto che si pone in sinergia con questi ultimi e non in competizione.

”Il punto è questo: un aforisma, un verso poetico, possono generare in chi ha la profondità per comprenderli delle conseguenze che non dobbiamo sottovalutare. Io stesso ho iniziato il mio appassionato percorso letterario grazie a piccoli incipit. Prendiamo la mia prima opera ad esempio; Céline: Il passante che leggerà “E’ più difficile rinunciare all’amore che alla vita” a firma “Louis Ferdinand Céline”, pur non conoscendolo, potrebbe restarne ammaliato e cercare di approfondire sul conto di chi quelle parole le ha scritte ed avere una conoscenza in più. I soggetti, qualora mi si dia libera scelta, li scelgo seguendo il semplice gusto personale. Tendo a preferire nomi meno noti, affinché la funzione didattica abbia più efficacia, ma non sempre è così. Un aspetto importante sulla scelta degli autori riguarda il mio non tener assolutamente conto dell’inclinazione politica degli scrittori che tratto. L’ex Partito Comunista Pasolini ha lo stesso diritto di essere rappresentato e raccontato del “fascista” Ungaretti. Città Della Poesia è volontà di narrazione letteraria, non un progetto fazioso e pregiudizievole. La letteratura è eterogenea e la mia opera non conosce censura”, ci dice Simone.

Un punto di vista della cultura sicuramente trasversale, al di là del bene e del male, per dirla alla Nietzsche. Al momento le opere che hanno una storia sono il ritratto di Pasolini e quello di Ungaretti. Se infatti analizziamo, l’opera raffigurante Pasolini è collocato su una torretta dell’energia elettrica in mezzo ai campi della periferia in cui vivo. Simone ci spiega che i campi rappresentano il legame con la terra dei padri, quindi la tradizione e l’identità, oltre ad essere, la periferia, l’antitesi al centro del commercio: del consumismo, quindi. Tutto questo insieme di concetti appartiene alla critica “pasoliniana” e la sua collocazione in quel luogo diviene perfetta. Ungaretti invece trova spazio sulla facciata del municipio di Santa Maria La Longa, in provincia di Udine, dove scrisse la celebre “Mattina” e questo ben pochi miei conterranei lo sanno; a proposito di “funzione didattica”…

Alla domanda di come abbia risposto la politica con le varie amministrazioni comunali a questo progetto, Simone ci dice: “Mi aspettavo più adesione da parte delle amministrazioni comunali, che si dimostrano ad oggi, con qualche piccolissima eccezione, qualitativamente restie ad assumere un ruolo trainante dal punto di vista culturale.” Nella speranza che tanti amministratori che sbandierano la difesa dell’identità e della Tradizione possano leggere il presente, auguriamo a Simone un grosso in bocca al lupo.

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