Pamela D’Amico: “Quel genio italiano che sposa la gioia dei brasiliani…”

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Cantautrice, conduttrice, speaker radiofonica, attrice. Nata in Abruzzo a Chieti, nonna brasiliana, canta in 10 lingue e ne parla 5. E’ un’amante della cultura latino-americana e conduce il format su Isoradio Rai Pamela viaggia in latin. Lei è Pamela D’Amico e sulla sua pagina Fb si presenta così: “Sono diventata esattamente la persona che volevo diventare, sono esattamente dove volevo essere. Alimento le virtù e lavoro sui talenti”.

Conosci 10 lingue, qual è secondo te la più musicale di tutte?

Il portoghese, perché è una danza, una melodia, una preghiera, racconta il ritmo della vita. E’ una lingua musicale, rotonda, dolce, che accompagna le emozioni. E poi l’italiano: non so scegliere quale sia la migliore. Il mio cuore è diviso fra queste due lingue che si sposano perfettamente, mixarle è un’esplosione di gioia e colori.

Come è avvenuto il tuo contatto con la radio?

E’ stato un modo per riuscire a parlare ed esprimermi e raccontare questa mia grande passione. La radio è un canale straordinario che mi dà la libertà di parlare ogni giorno di arte e di arrivare alle persone. E’ un’estensione della mia voce, in radio canto e conduco insieme, faccio uno story telling e ogni tanto a cappella canto un pezzettino della canzone di cui sto parlando. Questo mi dà una presenza maggiore, se non canto non riesco a farmi conoscere veramente.

Fra la musica italiana e quella latin ci sono più analogie o più differenze?

Tantissime analogie, anche a livello artistico. Tantissime canzoni italiane sono in realtà brasiliane, come La Banda di Mina. Ma è vero anche l’inverso, tanti pezzi italiani sono diventati famosissimi in Brasile, come La mia storia tra le dita di Grignani.

Meglio un viaggio sulle ali della musica o sulle ali di un aereo?

Se l’aereo mi porta verso la musica va bene l’aereo! Io credo molto nel partire, nell’andare, nel vivere lì dove si arriva, cantare e suonare con il popolo in cui stai e comprenderne le radici. Il volo, in qualunque modo, va benissimo!

Una tua opinione sul nuovo corso Rai?

Sono molto contenta, è la vita che continua: nuove porte si aprono e nuove professionalità molto preparate porteranno freschezza. Mi aspetto di vedere tanto talento, tanta cultura, musica e arte. Sono certa che accadrà. Faccio a tutti un in bocca al lupo per la creazione di contenuti con cui continuare ad essere fieri di noi stessi nel mondo.

Hai scritto sul tuo profilo: “Sono diventata esattamente la persona che volevo diventare, sono esattamente dove volevo essere”…

Quando si è sinceri e si usano parole semplici, allora questo vuol dire che un percorso è stato compiuto. Se invece usiamo parole difficili, allora vuol dire che non siamo arrivati da nessuna parte. Nel mio lungo percorso io non mi sono mai arresa: dobbiamo saper inseguire i nostri sogni, anche quando il mondo ci va contro. L’Italia deve credere in se stessa e nella sua creatività, nella sua bellezza e nel suo genio. Quando andiamo nel mondo portiamo cultura e lasciamo il segno. Il Brasile è stato fondato dell’Italia e l’uno ha bisogno dell’altra e viceversa: il Brasile ha bisogno del genio italiano e l’Italia ha bisogno della gioia dei brasiliani. Quando senti un ritmo samba non pensi che magari quel ritmo sta parlando di una cosa tristissima: ballo sul dolore, così cresco e divento migliore. Ma senza genio italiano i brasiliani manco esisterebbero! [ride, n.d.r.]. Io sono dalla parte dell’Italia sempre.

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