Rai finalmente libera dai soliti faziosi

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Fabio Fazio se ne va e Luciana Littizzetto segue a ruota. E forse pure Damilano e l’Annunziata. Tutti in fuga verso la Repubblica Democratica Popolare di Nove in compagnia di Crozza? Dopo il ventennio delle omelie progressiste della domenica sulla Rai, Fabio Fazio si allontana indignato: il suo contratto scade a giugno ma lui, vista l’aria che tira e allarmatosi per “lo stato della democrazia” (“se non mi vogliono più me lo dicano”) si è mosso per tempo. In realtà nessuno gli ha proposto il rinnovo del contratto, anche e soprattutto perché 12,5 mld l’anno (1, 9 per lui e 10,6 per Officina, la società di produzione di Che tempo che fa) per una stand up comedy a senso unico anche no. E con ogni probabilità (si accettano scommesse) anche i giornalisti Marco Damilano e Lucia Annunziata dalla trincea per il presidio democratico si sposteranno verso la Terra Promessa di Nove. Forse da oggi assisteremo per davvero al pluralismo e a quella nuova narrazione che da tempo caldeggiamo. Intanto il nuovo amministratore delegato Rai Roberto Sergio ha comunicato di voler nominare Paola Marchesini quale direttore dello staff amministratore delegato e di voler affidare a Giampaolo Rossi il ruolo di direttore generale, precedentemente ricoperto ad interim dall’amministratore delegato. Se la democrazia alla Fazio era l’ okkupazione di viale Mazzini cannoneggiando il nemico a suon di buonismo, da oggi forse vedremo calare il sipario sul vitalizio Rai secondo il rito progressista antico e accettato.

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