Più che poltrone, idee che diventano azioni

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Nel maggio 2014, nella mia breve e appassionata parentesi di responsabile Cultura di Forza Italia, durante una conferenza stampa con il presidente Berlusconi mettemmo l’accento su come la nostra parte politica, dal dopoguerra, avesse lasciato alla sinistra l’egemonia in campo culturale. Fu un mea culpa storico dell’ex leader del centrodestra, da oltre 40 anni considerato il più importante editore culturale in Italia. Da anni ho immolato la mia carriera artistica in questa direzione, cercando di far capire ai nostri politici di riferimento come questa tendenza dovesse cambiare. L’ho fatto sul campo, prima con i miei spettacoli teatrali, poi fondando un mensile cartaceo, CulturaIdentità ed ora con la rete degli oltre 100 Comuni delle Città Identitarie e con i festival che ne invadono le piazze. Perché costruire contenitori dai quali lanciare un nuovo immaginario simbolico è il compito di noi artisti ed intellettuali. Credo che questo sia più interessante e costruttivo che chiedere poltrone in Parlamento.

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1 commento

  1. La notizia che, però, dalla poltrona fa saltare è un’altra: «Enrico Letta criticato dal Washingotn Post: “Come le telenovele sudamericane”». Letta bacchettato dal Washingotn Post, oltre a essere una vignetta surreale del tutto imprevista che resterà negli annali dell’editoria italica per aver messo alla berlina quelle cosiddette prime penne, è anche una tiratina d’orecchio per quei tanti editori così parecchio di parte che, non pensare a sotterranei, reciproci interessi, è umanamente impossibile. Se a essere preso per il naso, però, fosse stato uno qualsiasi della controparte politica, a quest’ora dalla sinistra tutta con un’unica voce si griderebbe allo scandalo. Mentre, sicuri di vincere, ci si sarebbe potuto scommettere che a dirigere il coro sarebbe stato l’inquilino del Quirinale. Poiché in politica, checché se ne dica, le cambiali che formano il portafoglio dell’interscambio dei favori vanno sempre onorate. Poiché rappresentano il fiume sotterraneo di linfa vitale che poi sta alla base di quel potere che non conosce il tramonto. Oltre a essere figlio mafiotico dell’intreccio sempre più fitto e mai interrotto con quella stampa dalla schiena dritta con la quale condividono il potere che conta nello Stivale.

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