Salviamoci dall’odio della dottrina conformista

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Blogger, youtuber, comunicatori e giornalisti sfidano ogni giorno il dogma del politicamente corretto. Ammettiamolo: talvolta si ha l’impressione che le ultime generazioni siano ormai indottrinate in modo irrimediabile. Da Netflix agli influencer su Instagram, dalla musica allo spettacolo, dallo sport ai grandi marchi, la presenza pervasiva dei dogmi globalisti non lascia scampo.

È come se un gigantesco megafono urlasse nelle orecchie di milioni di giovani le stesse parole d’ordine: odia le tue radici, disprezza l’identità, ama chi ti opprime, combatti il dissenso. Così, tra un Fedez paladino del ddl Zan e un Neymar inginocchiato per Black Lives Matter, un’unica visione di mondo cala su adolescenti, universitari e millennials. I quali, per emulazione, ingenuità o tornaconto personale, finiscono per accettare e divulgare tale visione. Eppure c’è chi tra i giovani non si è arreso e, sprezzante del conformismo dei propri coetanei, difende con fierezza il proprio fortino di pensiero libero. Chi sono?

Si tratta di blogger, youtuber, esperti di comunicazione, artisti e giornalisti che combattono ogni giorno il predominio del cosiddetto “pensiero unico”. E lo fanno, sia chiaro, tra mille difficoltà. Porsi di traverso rispetto alla retorica dominante è oggi davvero arduo. Si ha contro un’Idra dalle mille teste. Le grandi piattaforme social, a suon di algoritmi e “fact-checker indipendenti”, agiscono come un moderno Savonarola: Facebook censura i post e banna le pagine, Twitter blocca i profili, YouTube cancella video e canali. I giornaloni italiani, le testate online e i paludosi salotti televisivi non sono da meno, con la loro ben oliata macchina del fango. Avete presente la scena (bellissima e potente) del film 1917 in cui il soldato Schofield corre a perdifiato, mentre attorno a lui migliaia di uomini escono dalla trincea e caricano sotto la pioggia di bombe e granate? Ecco, la situazione è pressappoco questa. Vale dunque la pena citare i nomi dei giovani soldati chi affrontano quotidianamente il fuoco di sbarramento nemico.

Abbiamo Luca Donadel, conosciutissimo blogger che ha assestato un duro colpo alla retorica immigrazionista, sollevando con le sue inchieste enormi dubbi sull’operato delle ONG, per poi svelare con successo altre falsità del mainstream. Poi c’è Tommaso Longobardi, efficace comunicatore social di FdI, che usa il politicamente corretto come un sacco da pugile. Oppure Matteo Montevecchi, ora consigliere regionale nella Lega, che nei suoi video affronta temi spinosi fuori dagli schemi predominanti. Così come Enrica Perucchietti, giornalista e scrittrice, che analizza gli aspetti oscuri del nostro tempo, dal transumanesimo alla fine della privacy. Ed infine Francesco Amodeo, coraggioso giornalista che ha svelato e denunciato i gruppi di potere sovranazionali che oggi ingabbiano le democrazie.
Su YouTube ed Instagram abbiamo esempi di canali e singoli impegnati a far sentire il suono dell’altra campana: Visione tv (ex Vox Italia) di Francesco Toscano, La Finanza Sul Web di Arnaldo Vitangeli, MePiù di Eugenio Miccoli, Border Nights di Fabio Frabetti, Matteo Gracis, PlayPausa, Canale Sovranista di Paride Lupo, Antonio Borrini, Giacomo Garuti, Daniele Bellodi, Pietro Perconte, Marco Crepaldi e, ovviamente, il sottoscritto. La stessa redazione di ByoBlu (canale da mezzo milione di iscritti appena bloccato da YouTube ma deciso a diventare una grande tv) ha un’età media tutt’altro che alta. Ulteriori realtà, come RadioRadio e Becciolini Network, hanno sovente dato voce a giovani non allineati, mentre un gruppo di ragazzi italiani sta persino lavorando ad un nuovo social: Sfero.


Tra i giovani artisti sul web spiccano i vignettisti Pubble, Mario Improta e il Diseredato (Dagon Lorai). Neanche a dirlo, anche costoro devono farsi in quattro per restare online. Altri nomi meriterebbero di essere inseriti in questo articolo. Invito dunque chi sta leggendo queste righe a scandagliare il web in cerca di giovani guerrieri, sostenendoli e portando la loro voce a più persone possibili. Questa è la via più breve per raggiungere il fronte. Credetemi, ne varrà la pena.

Matteo Brandi

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