Silvana Surace : l’alchimia tra immaginazione e introspezione

0
silvana surace 1
Surace - La voce del silenzio, cm50x70, olio su tela effetto 3D con materici misti

La Calabria dipinta “a ragion veduta” affascina per i colori che sembrano scintille di fuoco

Silvana Surace trasferisce sulla tela gli stimoli quotidiani della terra in cui vive, la Calabria. La terra natìa infatti le offre una miriade di incentivi, non solo paesaggistici, ma anche le concrete testimonianze artistiche di Salvatore Fiume e Renato Guttuso, pittori da lei molto amati e di cui inevitabilmente ha subito il carisma. La Surace dipinge a “ragion veduta”, sia che proietti lo sguardo sull’agglomerato urbano o sul paesaggio, come in “Terra e Focu Intra o Cori”, sia quando evade in una sorta di surrealismo sequenziale, come nella “La Voce del Silenzio”, simboliche testimonianze del suo aperto pensiero.

Al tempo stesso introspettivo e immaginario. Di lei mi affascina anche la “coloristica efficace” e sempre pertinente al soggetto raccontato, che fa uso del colore puro conferendo alle sue tele una forza visionaria che rompe l’idea della pittura tonale classica. Il risultato è una pittura che diviene una sinfonia benigna che risorge, distende, acquieta. È facile allora innamorarsi dei suoi lussureggianti dipinti, ove troveremo personaggi che spesso non incontrano mai lo sguardo di chi osserva, perché l’osservatore è già dentro il quadro, con loro, ad accogliere la serena disponibilità all’incontro e al sogno. C’è nella sua pittura una nota malinconica tipica delle terre del Sud e un fuoco nascosto, quasi trattenuto, ma pronto a divampare alla prima scintilla. Anche la sua nostalgia quindi è bonaria e affascinante e mai cede al rimpianto, allo sconforto, alla rinuncia, ma diventa sorprendente emanazione di un lirismo confortante e rassicurante che ci dice che il cammino non ci è sbarrato. Abbiamo ancora la pittura, la musica, la poesia che ci invitano alla resistenza e alla purezza. Un caleidoscopio di variabili che, insieme, contribuiscono a formare un ampio campo florido dell’arte al femminile di cui la Surace è un autorevole protagonista.

La biografia

Silvana Surace è nata a Palmi nel 1972. Autodidatta, tra le arti è subito incline alla pittura, aiutata dal bellissimo paesaggio in cui cresce che gli ispira soggetti naturali e paesaggistici grazie ai quali è stata notata a livello nazionale. Già da ragazzina è riuscita a portare la sua arte in mostre collettive. Da adulta nonostante gli impegni familiari ha continuato a dipingere e creare bellezza. Oggi è un’artista affermata, che si è sempre contraddistinta per il suo modo rivoluzionario di dipingere. La sua è una pittura dettata sempre dal suo stato d’animo. Il suo io più profondo è scisso da una catarsi emotiva che la fa essere una personalità introversa, ma anche una donna desiderosa di socialità e profonda espressione. Da qui, il suo modo di dipingere ad effetto tridimensionale. Con i suoi volumi rappresenta l’andare verso l’altro, il farsi “vedere” e farsi “sentire” oltre le parole. Per lei l’arte è amore fuso e colorato, un modo di parlare senza proferire parola, lo specchio del suo essere. Le sue opere colpiscono l’osservatore per i colori squillanti, le magiche atmosfere, la ricercatezza dei particolari, ma anche per l’intersecarsi di volumi e insenature in temi importanti dove dentro c’è nascosto un messaggio da interpretare. L’artista che più ha influenzato il suo percorso artistico è Van Gogh, i suoi volumi creati dalle spatolate di colore l’hanno sempre attratta particolarmente. Pluripremiata, ha partecipato a diversi mostre nazionali e internazionali riscuotendo grande successo di pubblico e critica.

ABBONATI A CULTURAIDENTITÀ

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

16 − undici =