Torri Gemelle 20 anni dopo: la lezione della Fallaci che non vogliamo imparare

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Vent’anni dopo l’11 settembre l’Occidente ha perso la sfida. Non solo quella militare e geopolitica, proprio quella culturale, che però ne era il cuore, visto che l’evento apertosi con l’attentato alle Twin Towers era una guerra culturale contro l’Occidente: lo scontro (clash) di civiltà che Samuel Huntington aveva predetto poco tempo prima. E quello che aveva colto perfettamente Oriana Fallaci. La sfida islamista era (ed è) infatti una guerra religiosa, prima ancora che politica ed economica. Possiamo dire che i governi occidentali per ora hanno perso la sfida perché non hanno mai voluto ingaggiarla nella sua essenza. L’amministrazione americana di Bush jr reagì militarmente e sul piano politico, stroncando la rete terroristica interna, ma non colse il nodo “civilazionale” del conflitto. Per gli ideologi neocon quello di Osama Bin Laden era solo un “attacco alla libertà”, una specie di replica della minaccia nazista, “fascismo islamico”, un concetto fuorviante, come se l’islamismo volesse semplicemente introdurre una dittatura politica. Da qui l’idea nefasta di “esportazione della democrazia”: basta introdurre le elezioni e le istituzioni democratiche, in paesi che ne sono state sempre prive, per distruggere la mala pianta del “fanatismo”. In tal senso, il disastro di Biden in Afghanistan è una sconfitta prima ancora culturale, che militare e politica. Per i neocon come per i liberal non è l’islamismo il problema, è il fanatismo. Tanto è vero che i governi repubblicani di Bush aprirono ancora di più le maglie alla immigrazione, anche quella proveniente da paesi islamici. In quel periodo solo Joseph Ratzinger, diventato pontefice Benedetto XVI, colse l’essenza della questione nel discorso di Ratisbona. Vent’anni dopo, il processo di islamizzazione delle società occidentali, paventato da Oriana Fallaci, si è addirittura accelerato, in ragione di politiche immigratorie scellerate ma soprattutto della perdita di baricentro della identità giudaico-cristiana, dell’Europa in modo particolare: un altro tema su cui Benedetto XVI e il suo predecessore Giovanni Paolo II avevano puntato, senza successo, l’attenzione. Nel frattempo, gli attentati non sono cessati, da Al Qaeda si è passati all’Isis e le stragi hanno insanguinato il cuore dell’Europa, da Madrid a Londra, da Bruxelles a Parigi. Si è aperto ieri il processo agli attentatori del Bataclan: la stampa francese si sorprende che evochino Allah. Per gli occidentali è molto più comodo pensare che Osama Bin Laden e tutti i suoi figli fossero solo dei fanatici, dei folli, dei disadattati. Vent’anni dopo le Twin Towers, bisogna ricominciare tutto daccapo.

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