Edoardo Sylos Labini: “Rimuovere i fasci littori a Perugia? Proposta talebana”

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“Fratoianni e tutta la sinistra non hanno identità culturale e cercano fascismi ovunque”

È passato un secolo dalla marcia su Roma, ma il tema fascismo continua regolarmente a scatenare polemiche. L’ultimo caso riguarda il mercato coperto di Perugia, la città da dove partì la marcia, all’interno del quale, su un muro, sono ricomparsi dopo un restauro il grifo, simbolo perugino e un fascio littorio, dipinto nel 1932.

Tra chi ne chiede la rimozione Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana: “La tutela dei beni architettonici e storici non può giustificare addirittura il ripristino di simboli del regime fascista”.

Edoardo Sylos Labini, fondatore di Culturaidentità, in un’intervista con l’Adnkronos commenta così la proposta del segretario di Sinistra Italiana: “Rimuovere i fasci littori trovati durante i restauri al Mercato coperto di Perugia? Le opere d’arte, di qualunque matrice siano, non si toccano. Gravissimo: la proposta di Fratoianni ricorda molto quello che i talebani hanno fatto e stanno facendo oggi nei confronti dell’arte in Afghanistan. Fratoianni, come Celestini e tutta la sinistra italiana, sembrano i protagonisti di ‘Underground’ di Kusturica -prosegue Sylos Labini,- sono cioè rimasti nei bunker della seconda Guerra mondiale. La sinistra italiana è senza identità culturale e senza riferimenti, e quindi cerca fascismi ovunque”.

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