“Valorizziamo la posizione dell’Italia nel Mediterraneo”

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Parla il Vicepresidente di Alis nel passato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

2.200 aziende associate; 241.000 lavoratori, un parco veicolare di oltre 190.000 mezzi, più di 350.000 collegamenti intermodali marittimi e ferroviari annuali, più di 165 linee di Autostrade del Mare, oltre 190 linee ferroviarie e 74 mld euro di fatturato aggregato.

Alis è un network che riunisce e rappresenta in maniera trasversale: compagnie armatoriali, società di autotrasporto, imprese ferroviarie, terminalisti, spedizionieri, aziende fornitrici di servizi, interporti, ITS, Accademie e – come partner istituzionali – porti, aeroporti, Scuole superiori, Università e centri di ricerca. Marcello Di Caterina brillante imprenditore, in passato, ha ricoperti ruoli istituzionali. Nel 2015, è stato Capo della Segreteria Particolare del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nel 2013, come Deputato si è occupato di leggi inerenti alla portualità, logistica, alla navigazione marittima, continuità territoriale e all’industria crocieristica. Oggi, è il Vicepresidente dell’Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile: “La sfida che ci attende è l’Intermodalità – spiega e poi, aggiunge – Lo sviluppo della sostenibilità è al primo posto del programma associativo di Alis”.

Come è nata questa importante rete associativa?

Siamo nati nel 2016, con l’obiettivo di porre al centro dell’agenda politica nazionale ed europea il tema del trasporto intermodale eco-sostenibile. L’utilizzo combinato di differenti mezzi di trasporto (ferroviario, marittimo e stradale) favorisce un abbattimento dei costi, una maggiore sicurezza sui posti di lavoro e una più attenta difesa ambientale. Alis si è distinta, fin dalla sua costituzione, per un continuo e concreto impegno nella riduzione di CO2 ed emissioni inquinanti. Solo in Italia abbiamo stimato un abbattimento di circa 6 milioni di tonnellate. Puntiamo a fare la differenza tra le reti associative. Non più un sistema verticale ma un cluster associativo “orizzontale” dove si incontrano le più grandi aziende dell’intero comparto logistico. Infine, promuoviamo la formazione giovanile e professionale, attraverso importanti collaborazioni con ITS, università e centri di ricerca.

Quali interventi possono essere adottati per favorire il cambio modale verso un traffico merci più sostenibile? Un nodo fondamentale è l’ammodernamento delle infrastrutture

Abbiamo la grande fortuna di essere un Paese circondato dal mare. Per poter essere competitivi, come altri Stati europei, dovremmo potenziare soprattutto le infrastrutture portuali. La parola chiave resta in ogni caso l’intermodalità. Un trasporto che prevede, a breve raggio, delle rotture di carico. Questo favorirebbe un alleggerimento delle infrastrutture stradali che hanno bisogno di una continua manutenzione.

Un altro problema da affrontare è la riduzione del gap infrastrutturale tra Nord e Sud?

Si tratta di una questione imprescindibile. Serve un modello di sviluppo in cui vi siano scelte mirate di allocazione delle risorse nazionali e dei fondi comunitari che puntino a ridurre questo divario e che favoriscano lo sviluppo del Mezzogiorno. Tra le istanze che, da diversi anni, porta avanti Alis c’è la richiesta al Governo di mettere in campo incentivi come “Marebonus”. Questo consentirebbe alle aziende di autotrasporto di scegliere, nel rispetto dei principi del mercato europeo, l’operatore marittimo con cui imbarcare. Inoltre, sarebbe necessario implementare l’utilizzo delle Autostrade del Mare e del trasporto intermodale; promuovere le ZES (Zone Economiche Speciali) per favorire lo sviluppo e l’attrazione di investimenti e l’individuazione delle aree geografiche dove istituirle. Senza dimenticare quanto sia importante la maggiore comunicazione delle potenzialità dei fondi strutturali europei. Infine, è sostanziale il potenziamento dell’alta velocità di rete per passeggeri e merci e la maggiore sicurezza su rete autostradale, ponti e viadotti.

E sulla questione continuità territoriale con le grandi isole italiane?

Proponiamo la revisione dei sistemi di contributi a sostegno di questo processo, nel rispetto delle dinamiche concorrenziali, a favore dei territori e dei cittadini insulari, così come dell’intero comparto del trasporto. Gli operatori di Alis sono stati protagonisti dello sviluppo delle economie insulari, con un sensibile aumento nel 2020, rispetto al 2019, dei traffici per le Isole maggiori (Sicilia e Sardegna).

La troppa burocrazia rappresenta un freno per la crescita delle imprese

La semplificazione dei documenti e dei processi amministrativi deve essere un punto nodale. In questo contesto di trasformazione digitale e di sburocratizzazione noi, come rete associativa, ci impegniamo ad implementare la razionalizzazione ed armonizzazione legislativa del settore trasporto e logistica. In questo senso, è importante l’adozione del CMR elettronico in Italia attraverso l’adesione al Protocollo addizionale del 2008. L’uso di mezzi e strumenti tecnologici (come la telediagnosi) e la realizzazione di infrastrutture avanzate e intelligenti. Proponiamo, inoltre uno Sportello unico amministrativo e uno Sportello unico doganale e dei controlli.

Dall’8 all’11 marzo, a Verona, si svolgerà la II edizione di LetExpo

Si tratta della più grande fiera del settore, in collaborazione con Veronafiere. Vogliamo promuovere una nuova sensibilità “green” legata ai mondi della logistica, dell’impresa, dei servizi a 360°, delle professioni e della formazione. Saranno presenti le principali imprese di trasporto stradale, marittimo e ferroviario, terminalisti, spedizionieri, stakeholder. Quattro giorni di business, incontri B2B, seminari, workshop e laboratori. In programma, anche conferenze istituzionali e interviste con membri del Governo e delle Istituzioni.

In passato, lei ha ricoperto importanti ruoli istituzionali e poi si è affacciato al mondo dell’impresa. Quanto di quella esperienza ha pesato nella sua attività attuale?

E’ stata fondamentale, mi ha aiutato a conoscere il mondo delle Istituzioni. La mia esperienza ministeriale mi ha introdotto e formato nel settore dei trasporti ed è stato un primo passo. Attualmente in Alis, assieme al Presidente Guido Grimaldi, lavoriamo al recupero di una prospettiva concreta e non ideologica del mercato del trasporto e della logistica.

Tra i vostri obiettivi fondamentali c’è la difesa del brand Italia?

Sul Made in Italy siamo particolarmente attenti. Il Gruppo Grimaldi (di cui è alla guida il nostro Presidente Guido Grimaldi) è assolutamente italiano. Le loro navi battono bandiera italiana, hanno scelto l’Italia e, in particolare il Mezzogiorno, avendo come sede Napoli. In Alis, anche le altre grandi aziende che hanno aderito e che siedono nel direttivo, sono per la maggior parte italiane e spingono per una sempre maggiore presenza del Made in Italy. Per noi è fondamentale valorizzare la posizione geografica dell’Italia nel Mediterraneo, strategica per la logistica globale delle merci. Dobbiamo intensificare l’internazionalizzazione del settore attraverso un’armonizzazione legislativa a livello comunitario. La politica industriale nazionale deve putare ad accrescere la competitività delle nostre aziende nei mercati internazionali promuovendo finalmente il brand Italia.

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