Tutti innamorati delle nostre Azzure. Forza Italia!

Girelli la mette al centro e Bonansea spinge la palla alle spalle del portiere avversario, segnando così la rete del 3-0 che ha regalato all’Italia la qualificazione ai mondiali di calcio femminile che si terranno in Francia. È il fascino di un gol oltre il 90esimo, un’esultanza liberatoria: le azzurre, che avrebbero comunque vinto e superato l’ostacolo, si sono abbracciate sotto la panchina della cittì Milena Bertolini.

Un anno è già passato dalla serata dell’Artemio Franchi a Firenze. I giornali titolarono (tutti) che alle ragazze era riuscito di “vendicare” il pallone tricolore. L’Italia sarebbe andata ai mondiali, certo. Ma non a quelli di Russia 2018 bensì ai campionati transalpini di quest’estate. La Panini, a loro, ha dedicato una pagina dell’album Calciatori e una serie di figurine patinate. Tante le stelle che hanno saputo imporsi all’attenzione del grande pubblico e all’ammirazione degli sportivi che, a distanza di vent’anni dall’ultima apparizione mondiale (era l’Italia della mitica Patrizia Panico, 204 presenze per 110 reti in nazionale, due record a tutt’oggi imbattuti), fanno tutti il tifo per le azzurre.

C’è il capitano Sara Gama, che è diventato il volto della squadra. C’è Cristiana Girelli, “dieci” della Juve scudettata e della Nazionale cresciuta col pallone tra i piedi e che da piccola veniva convocata d’urgenza per giocare le partite tra ragazzini; c’è Barbara Bonansea, bianconera anche lei, che alla presentazione delle nuove maglie della Vecchia Signora con il “dirimpettaio” Douglas Costa ha indotto più di un tifoso a chiedere sui social, nemmeno troppo ironicamente, il passaggio di lei nella squadra maschile a discapito del brasiliano. Ci sarà il capocannoniere della Serie A, Valentina Giacinti che gioca col Milan e il capitano della Roma, Elisa Bartoli.

Non ci sarà, purtroppo, Cecilia Salvai. Perno della difesa azzurra, s’è infortunata nel corso del big match tra la sua Juve e la Fiorentina. Il “crac” del suo ginocchio sinistro ha rovinato la festa scudetto ai 40mila dello Stadium e le ha imposto una lunga convalescenza. Salterà i mondiali ma, dicono, intanto si sposerà. Atlete brave e determinate che, piano piano, stanno diventando anche delle stelline del web, seguitissime su Instagram, impegnate in radio e in anche in tv.

Ma tra queste storie ce n’è una che le accomuna e le avvicina, in maniera romanticissima, al ct Bertolini. È quella del decaduto Brescia un’autentica potenza della pedata rosa italiana in cui hanno militato tante delle ragazze che partiranno per la Francia e che sono nel giro della nazionale. È stata (anche) la squadra che per lunghi anni è stata allenata proprio dalla Bertolini che da lì è partita alla conquista (si spera) del mondo. Un’esperienza che, però, s’è incagliata tra i problemi economici e così, ceduto il titolo sportivo al Milan, le leonesse si ritrovano in Interregionale dallo scorso anno. Alla questa nazionale un compito bellissimo, convincere l’Italia a re-innamorarsi del pallone femminile. Perché non è vero che solo sempre state ignorate. C’è stata un’epoca in cui il Belpaese impazzì per le calciatrici in gonnella. E dunque la qualificazione ai mondiali è (quasi) una madeleine sportiva che ha il sapore delle “nostre” Notti Magiche, che convinsero Joao Havelange – nel ’90 capo della Fifa – a organizzare i mondiali per donne e con la maglia azzurra giocava non solo il grandissimo Totò Schillaci ma, tra le ragazze, una ragazza che diventerà un’icona assoluta quale è stata Carolina Morace.



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