“Come molte persone di successo nel mondo dell’arte, ho comprato uno yacht”. E’ innegabile l’autoironia con cui Banksy si autoassolve, ma ‘gna fà.
La misteriosa superstar dell’arte contemporanea (ma è o non è quello dei Massive Attack?) ha comprato una barca francese, l’ha dipinta di rosa e bianco, l’ha riconvertita per il salvataggio dei migranti e al posto della bambina col palloncino ne ha fatta una col salvagente.
L’imbarcazione griffata si chiama Louise Michel in onore dell’anarchica della Comune di Parigi del 1870 e del resto la sua capitana, la pluritatuata Pia Klemp, dichiara di non considerare il salvataggio in mare come una semplice azione umanitaria, “ma parte di una lotta antifascista”.
Cosa c’entri l’antifascismo lo sa solo lei e cosa c’entri Banksy lo sappiamo bene noi: anche i ricchi piangono e già la scorsa estate Richard Gere aveva pontificato a bordo della Open Arms. Ma non gli diciamo “portateli a casa tua”, né all’uno né all’altro, perché, pur sentendoci come quei profeti che scarseggiano in patria come il famoso detto latino, sappiamo bene che risolvere il problema spetterebbe a un Governo e a un Ministro dell’Interno che fossero all’altezza del nome che portano.

In compenso il profeta inconsapevole è proprio lui, Banksy, quando nel 2009 realizza Devolved Parliament, Il Parlamento delle scimmie, con gli scimpanzé al posto dei deputati nella Camera dei Comuni di Westminster e battuto all’asta da Sotheby’s Londra per 11,1 milioni di euri: ci sembra, ex post, il miglior commento visivo alla situazione attuale, coi replicanti/scimpanzé esecutori più o meno inconsapevoli di un progetto eversivo realizzato dal potere quello vero, quello che sta dietro al trono e che tiene i Governi per le palle allo scopo di favorire con tutti i mezzi l’instaurazione di una politica sovranazionale che si fa un baffo degli Stati sovrani, mentre i benaltristi un tanto al chilo della tribu radical chic tratteggiata dal grande Tom Wolfe 50 (cinquanta!) anni fa dicono “ooooh” alla provocazione pregiata bevendosela tutta.
Ma noi siamo àpoti, come diceva Montanelli di se stesso e Prezzolini e non la beviamo: non è che tutta l’arte contemporanea debba stare a sinistra come lo Spirito dello Spirito Santo, non è che le parole di Banksy siano dogmi di fede (ma quando realizza l’opera che si autodistrugge e la fa vendere per 1,18 milioni di euri pensiamo che stia prendendo per i fondelli proprio il pubblico del pensiero mainstream che lo adora).

E infatti la copertina dal primo numero del mensile CulturaIdentità era stata realizzata dall’anti Banksy (non autoproclamatosi tale, ma definito tale dal pubblico e dagli operatori di settore) Mr Savethewall, autore del David caravaggesco con lo scalpo di una scimmia al posto di Golia, simbolo dei succitati replicanti che consapevolmente o meno tengono il moccolo al pensiero unico politicamente corretto, la mente del braccio armato di quattrini dell’alta finanza che vorrebbe governare al posto degli Stati nazionali (e lo sta facendo: in questo caso, contrariamente a quel che diceva Enrico Cuccia, le azioni si vedono, si contano e si pesano).
Questa di Banksy più che la nave dei buoni sembra la nave dei folli per i rischi soprattutto sanitari che una serie di ingressi incontrollati comporta con una pandemia in atto e noi ci sentiamo un po’ come quel tizio che in mezzo al pubblico adorante diceva: “ma il re è nudo”.
Si compri una yacht vero, Banksy: i suoi stencil dovrebbero piacere ai venti-e-qualcosenni e finirla lì, ma l’arte a volte non è una cosa seria. Quindi il campione di marketing continui ad approfittare della congiunzione astrale e di mercato finché può, almeno finché un altro anti Banksy non gli mostrerà ancora uno dei suoi scimmiotti, insieme al pubblico che gli bacia la pantofola, per quello che essi sono.

















Giustissime considerazioni.Dissento solo su “ la nave dei folli”.I folli sono comunque fuori dal coro,sono visionari squinternati che rifuggono da ogni inquadramento.I seguaci del mainstream,che armano l’imbarcazione,sono invece solo pecore di un gregge che addita il lupo – accusandolo di essere criminale – e loda il pastore blandendolo come salvatore……..ribattezzerei la nave col nome di La Marie Seraphique……sereni ed imperturbabili trasportano – come fece l’omonimo veliero – tra una fumata di marijuana ed un giro di sushi gli schiavi necessari al pastore per accrescere la propria ricchezza……..
si puo’ non essere d’accordo con l’aiuto dato da BANSKY A BATTELLI CHE PRATICAMENTE INCORAGGIANO L«IMMIGRAZIONE SENZA REGOLE E IN NUMERO MASSICCIO..ED IO NE SONO IL PRIMO CONTRARIO..MA EVOCARE UN ANTIBANSKY E’ RIDICOLO..sarebbe come per un omofobo EVOCARE UN antiMichelangelo..fatti i dovuti distinguo