Al Museo Alberto Viviani – Burali di Milano una mostra di 300 opere futurista visitabile su appuntamento

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F. T. Marinetti ospita Alberto Viviani nella sua villa a Lanuvio Velletri (1940), Alberto Viviani poeta futurista dal 1909, fu il primo storico del Futurismo (Giubbe Rosse 1933), il primo biografo di Papini (1934), il primo biografo di Marinetti (1940)

In tempi di pandemia è possibile visitare su appuntamento il museo del futurismo. Non lo sapevate? A Milano c’è il Museo del Futurismo “Alberto Viviani – Burali” (museodelfuturismo.it), fondato nel 1909 a Firenze, poi con sedi anche a Milano, Napoli, Arezzo. E proprio nella sede museale di Milano è in corso un’esposizione di 300 opere futuriste e astrattiste di 25 autori, da Balla e Boccioni a Tato e Ronco a Kandinsky a Mazzon. Un museo totalmente indipendente, specializzato in futurismo e astrattismo, con relative edizioni antiche e contemporanee, che dall’iniziale sede di via Manzoni (si trovava proprio davanti al teatro Manzoni: le compagnie entravano e visitavano le mostre) si è spostato nell’attuale sede di via Fabio Filzi 4.

F. T. Marinetti ed Alberto Viviani nella casa di Marinetti a Venezia, mentre scrivevano a quattro mani le Memorie del Futurismo per Mondadori (estate 1944)

Basta prendere un appuntamento e una volta arrivati citofonare Perrone Burali: dal 1969 Paolo Perrone Burali d’Arezzo è il direttore delle tre sedi milanese, aretina e partenopea. E a Napoli, meraviglia delle meraviglie, è la casa museo dove il futurismo e il 900 dialogano con l’antico: in via Diodato Lioy 10 la Casa Museo Burali del 600, nel cuore storico della città, ospita raccolte d’arte e archivi storici dal 200 al 900 in vasti spazi espositivi su due piani. Quando cadrà il divieto di assembramento ci sarà una grande inaugurazione, come è sempre stato fatto nei decenni in questa splendida locazione: la mostra è già tutta definita sulla carta e si tratta di una grande mostra di Balla su basi documentarie, storiche, filologiche, in una sede di cultura plurisecolare. 400 documenti originali e inediti d’ogni tipo in vetrine orizzontali insieme a libri, riviste, quotidiani, manifesti, fotografie rarissime d’epoca in convivenza perfetta con l’arte antica, perché questa casa museo riprende il passato. il presente e il futur(ism)o.

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