Cara Unione Europea, le locuste mangiatele tu. Noi mangiamo mediterraneo

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La Commissione Europea ha detto sì: sul mercato arriveranno anche le locuste per l’alimentazione umana. Il piano d’azione Ue 2020-30 per i sistemi alimentari sostenibili identifica gli insetti come una fonte di proteine animali a basso impatto ambientale, che possono sostenere la transizione verde della produzione (Redazione)

Le locuste no, ma il coccodrillo, o meglio l’alligatore, l’ho gustato una volta a Miami. Un piatto tipico della cucina cajun, carne insapore ma tenera da accompagnare con salsa piccante. Se mi fosse capitato, o mi capiterà, assaggerò anche gli insetti, come appunto le locuste. Ma nel luogo in cui tali cibi fanno parte della tradizione.

La UE però, alla tradizione e di sacralità del luogo e quindi anche del cibo, non è interessata. Organizzazione di burocrati senza passato, presente e futuro, senza luogo, senza lingua, se non l’inglese impoverito e tecnicizzato, essa vede il cibo come una merce qualsiasi, la cui vendita va liberalizzata e incentivata. E quindi ora vuole mettere sulla nostra tavola gli insetti, anzi ce li vuole imporre.

Sul liberalizzata nulla da obiettare: chi vuole mangiare carne di coccodrillo o locuste o magari anche ratti, lo faccia. Ma che questo commercio non sia spinto, pianificato, appoggiato e anche sovvenzionato dalla UE, è il minimo che si possa pretendere.

E invece, se n’è parlato anche a Glasgow, la produzione di carne bovina e suina è profondamente inquinante. Ormai anche il famoso cretino, erede di quello di Fruttero e Lucentini dice che “dobbiamo consumare meno carne per salvare il pianeta”. Che sono tutte quelle affermazioni della voodoo science, l’immagine della scienza (ben diversa dalla scienza vera) utilizzata dai regimi discorsivi di propaganda. Sulla pandemia, ad esempio, le due tribù dei vaccinisti e dei no vax si scontrano essenzialmente sulla base di affermazioni di voodoo science.

C’è però anche un progetto ideologico dietro alla mano del funzionario Ue che ti toglie il bollito o gli arrosticini dal piatto e ci infila un monticciolo di insetti anneriti. La UE è anche e forse soprattutto un progetto ideologico, anche piuttosto fanatico. Non ingannino le espressioni grigie e senza vita dei suoi esponenti. E il progetto è quello dello sradicamento. Cosa ci tiene più legati alla terra e diciamo pure ai morti, che la tradizione culinaria? E allora, per distruggere questo legame, niente di meglio che far mangiare un toscano come un cinese, un napoletano come un africano.

A farne le spese poi è il Made in Italy, i prodotti italiani non protetti dalla Ue o addirittura danneggiati o boicottati – pensiamo al pestilenziale nutriscore. Con l’obiettivo, ancora una volta, di creare un cibo europeo, insapore e tuttavia mefitico come la stessa organizzazione che deturpa ogni giorno il nome, questo si sacro e valoroso, di Europa.

1 commento

  1. Per capire gli intellettuali di Bruxelles bisogna leggere le poesie di Baudelaire sui belgi. Ma chi giudica la coca cola piu’ sana del formaggio grana o di una fetta di salame merita la derisione mondiale

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