Cultura è non solo studiare e leggere libri, ma anche teatro, musei e cinema. Se nel corso del 2020, la lettura di libri (e anche quotidiani) è leggermente aumentata rispetto all’anno prima complice il lockdown, per via del maggiore tempo trascorso in casa, la fruizione culturale in generale, per gli stessi motivi, ha subito una fortissima contrazione, come testimoniano i dati Istat pubblicati oggi. La partecipazione culturale fuori casa dopo avere toccato il minimo storico nel 2013 (30,6%), pur avendo fatto registrare un andamento positivo fino al 2019, ha subito una brusca battuta d’arresto a partire dal 2020. L’impatto delle restrizioni collegate alla pandemia non solo ha penalizzato il settore dello spettacolo dal vivo ma ha avuto gravissime ricadute sulle attività del tempo libero che si svolgono fuori casa, annullando completamente i progressi degli ultimi anni. Bisogna tornare a leggere libri e quotidiani, a prescindere dal lockdown, e riprendere un racconto del paese che a u n certo punto si è interrotto in maniera traumatica. Riapriamo i cinema, i musei e i teatri, che rappresentano una filiera importantissima per la nostra economia e un traino per la crescita del Paese. Questa è una sfida che non possiamo permetterci di perdere. Per tornare ad essere protagonisti nel presente ma soprattutto nel futuro.

















Quali progressi? L’ultimo “miracolo economico italiano” risale al 1959. Da allora è stato un susseguirsi di disastri, politici ed economici. La pandemia ha solo scoperchiato il vaso di Pandora.