Paola Radaelli: “I morti del Ponte Morandi vittime di disastro nazionale”

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Michele Ferraris / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)

Stasera alle 18.30 la cerimonia di riapertura del viadotto, il cui crollo il 14 agosto 2018 costò la vita a 43 persone. Sergio Mattarella presiederà l’inaugurazione, durante la quale le Frecce tricolori sorvoleranno il cielo mentre l’Amerigo Vespucci, il veliero scuola della Marina, sarà illuminato di bianco rosso e verde. Vi proponiamo l’intervista di Paola Radaelli, Presidente di UNAVI Unione Nazionale Vittime (che, come leggerete, è stata fin dall’inizio al fianco delle vittime del Ponte Morandi), invitata alla cerimonia di questa sera dal Presidente della Repubblica. (Redazione)

Fin dalla nascita (luglio 2017), l’attività di UNAVIUnione Nazionale Vittime non si è mai arrestata: «Sempre in prima linea, perché noi non molliamo!», afferma la Presidente Paola Radaelli. Noi di CulturaIdentità abbiamo sempre dato voce a UNAVI, perché principio fondamentale nella cultura umana è e deve essere il valore e il rispetto della vita.

Presidente Radaelli, sappiamo che UNAVI sarà anche al fianco delle vittime del ponte Morandi.

«Il Comitato “Ricordo Vittime Ponte Morandi” ha chiesto il supporto di UNAVI per un intervento in sede legislativa in cui abbiamo tentato di veicolare nell’ultima legge di bilancio una proposta che incrementasse il Fondo per le Politiche Sociali per le vittime del disastro di Genova, a titolo di copertura di spese di assistenza medica e psicologica per il riconoscimento dello status di vittime di disastro nazionale. Il Comitato ha chiesto, tramite UNAVI, che, indipendentemente dai limiti di reddito, i familiari siano ammessi al gratuito patrocinio per la costituzione di parte civile».

Questa settimana UNAVI è intervenuta al processo dell’omicidio Migliorati (Antonietta Migliorati, uccisa con 10 coltellate alla nuca, il 17 agosto 2017 a Rho, n.d.r.).

«Voglio ringraziare, proprio in questa intervista, l’avvocato Massimo Proietti, che rappresenta i figli della vittima e che ha sempre supportato la nostra associazione (da quest’anno è componente del direttivo di UNAVI). Il processo d’Appello dinanzi alla Corte d’Assise di Miliano, fissato per il 22 luglio, ha subito un rinvio al 22 settembre per l’impedimento dell’avvocato difensore. Ci sarà un 22 settembre anche per i familiari che anelano alla fine del processo per poter chiudere una ferita che rimarrà aperta fino alla sentenza definitiva».

Anche la mamma di Daniela Bani (uccisa a Palazzolo sull’Oglio con 37 coltellate dal marito, n.d.r.) ha chiesto l’intervento di UNAVI.

«La drammatica vicenda dell’omicidio di Daniela Bani ha lasciato la madre, Giuseppina Ghilardi, nello sgomento e nella disperazione. Per questo si è rivolta a UNAVI e ha chiesto più volte l’intervento delle istituzioni: la mamma di Daniela non ha più notizie dell’assassino (di origini tunisine) dalla condanna definitiva in Cassazione, latitante per tutto il processo e poi arrestato in Tunisia».

UNAVI, grazie a una continua attività di interlocuzione con il Ministero di Grazia e Giustizia, è riuscita ad ottenere modifiche importanti sull’accesso delle vittime al fondo di garanzia.

«Dal 2017 UNAVI lotta per modificare la direttiva del Parlamento Europeo che regola l’accesso delle vittime al fondo di garanzia, fino al 2016 neppure istituito, che Io Stato italiano doveva costituire recependo una direttiva europea purtroppomai veramente attuata. L’avvocato Proietti ha intrapreso molte cause dinanzi al Tribunale Civile di Roma per il riconoscimento dell’indennizzo alle vittime. La Corte di Cassazione, in una causa per un fatto di violenza sessuale avvenuto a Torino, ha rimesso gli atti alla Corte di Giustizia Europea affinché chiarisca se l’Italia abbia recepito correttamente o no quella direttiva UE, ponendo una questione di interpretazione del Diritto dell’Unione Europea. L’Italia è stata invitata a determinare gli indennizzi tenendo conto della gravità delle conseguenze del reato per le vittime e quindi a provvedere alla liquidazione con importi “equi ed adeguati”. Bisognerà allora rivedere l’indennizzo dello Stato ai familiari di David Raggi, il ventisettenne ternano ucciso senza motivo nel 2015 da un clandestino ubriaco. Per l’avvocato Proietti ora la Corte d’Appello di Roma, davanti alla quale è prevista un’udienza a ottobre, “dovrà tenere conto del pronunciamento per rideterminare gli indennizzi”».

1 commento

  1. Gli italiani, sono piu di 60 milioni, mentre i migranti, non sono poco più di 2 milioni perciò di una grandissima minoranza, ogni giorno si legge sui giornale che migranti hanno fatto atti a delinquere ai nostri cittadini e magistrati e politici se ne fregano!!! Quello che non capisco, sono i governanti 5 stelle i i piddioti, che lasciano entrare cani e porci e che poi vengono spinti nell`ILLEGALITA, in tutto il paese, visto che nell`UNIONE EUROPEA, tanto cara ai governanti italiani, nessuno li vuole avere!!! PROPORREI, che ogni cittadino italiano che si dichiare buonista per l`accettazione di questi migranti, che a secondo delle loro entrate, su ogni 1.000 euro di stipendio, se ne prendandano uno a casa loro, che se lo mantengano e lo civilizzino!!! Questo, vale sopratutto per i nostri dirigenti governativi cominciando dal capo di stato e dalla Boldrini!!! Per il Vaticano, che cominci a pagare le tasse e non sia per lo spaccio di stupefacenti e per la PEDOFILIA, poi che facciano cio che ogni religioso dovrebbe fare, “””VIVERE DI CARITA, NON DI LUSSI”””!!!

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