Ecco cosa c’è dietro il tragico gesto del prof a Rende

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Qualcuno ha letto su qualche giornale nazionale la notizia del tentato suicidio dell’insegnante calabrese davanti alla caserma dei Carabinieri di Rende? Eppure lo sfortunato ha scelto una forma eclatante, quella di buttarsi una tanica di benzina e di ustionarsi per quasi l’intero corpo. Al silenzio degli organi di stampa si contrapponeva il rumore nelle chat e sui social, dove circolava un video terribile, tra urla e paura. Cosi come la terrificante fotografia del poveretto in ambulanza.

Perché questo silenzio? Perché nessun tg ne ha dato la notizia? Perché si è diffusa la voce che il gesto sarebbe nato dalla disperazione della sospensione dal lavoro, in mancanza di green pass. Una voce che, possiamo dire, infondata. Abbiamo infatti raggiunto un parente della vittima, Michele De Simone, che sul suo profilo fb si indignava contro gli sciacalli dell’informazione. Michele, tra l’altro amico di CulturaIdentità Calabria, ha smentito le voci che volevano suo cugino un “professore no vax”. Il “gigante buono”, così viene soprannominato in famiglia l’autore del tragico gesto, è vaccinato, dotato di green pass e non ha quindi perso il lavoro. Spesso purtroppo dietro a questi gesti si nascondono traumi e storie personali. Un tragico e doloroso fatto di cronaca, strumentalizzato in modo indegno dagli uni e dagli altri e trasformato in un mistero solo perché larga parte del giornalismo ha deciso di censurarsi preventivamente.

L’aria che tira nel nostro Paese non è delle migliori e questa continua polarizzazione tra sì vax e no vax sta ormai diventando una pericolosa bomba sociale che può esplodere da un momento all’altro. Purtroppo ogni giorno si registrano casi di discriminazione nei confronti di chi non è vaccinato.

Proprio oggi sulle nostre pagine abbiamo riportato la denuncia di un malato oncologico al quale è stato negato l’accesso in ospedale perché sprovvisto di green pass. E a quanto pare anche al povero prof calabrese in arrivo con ustioni sull’80% del corpo è stato chiesto il green pass. La domanda che ci poniamo è questa: se non l’avesse avuto, cosa sarebbe successo?

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3 Commenti

  1. Ma possibile che viviamo in un Paese in cui la gente, per disperazione, arriva a gesti simili? Possibile che per essere ascoltati ci si debba dare alle fiamme?
    Che non si strumentalizzi adesso una tragica vicenda umana.

    • Che gliene frega ai nostri “grandi capi” del governo e ai ricchi se un italiano muore di fame o disperazione… C’è Sanremo! Ci stanno spolpando vivi e noi scenderemo in piazza a bloccare le città… Si… Per i mondiali di calcio. Buona fortuna a noi tutti.

  2. Ho ribrezzo di questa Italia dominata dai comunisti a cui attribuisco ogni colpa, ogni dolo per quel che accade. Questa disperazione un giorno si tramuterà in un boomerang per questi dittatori tecnosanitari (rossi) che ci governano senza aver vinto le elezioni e magari anche per qualche loro elettore di sinistra, vedi p.d., liberiEuguali, articolo1 et similia. Mi dispiace dirlo ma dietro a tutto ciò c’è anche la “mano impunita” di chi vota per questi partiti antiitaliani e ammazzapatria da anni. E’ tempo che qualcuno paghi!
    Detto da un insegnante che esprime tutta la sua solidarietà e fa gli auguri di riprendersi al più presto a questo sfortunato collega che non ha trovato voce nei giornaloni nazionali perchè troppo impegnati a fare da lacchè ai depravati rossi.

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