Come prevedibile, la manifestazione in solidarietà con il centro sociale Askatasuna, sgomberato a dicembre 2025, è trasceso in scontri, violenze e vandalismo. Il corteo ha radunato alcune migliaia di persone, arrivate da tutta Italia e anche dall’estero (soprattutto Francia). Molte le sigle presenti, compresi alcuni esponenti della sinistra, fra cui Alleanza Verdi-Sinistra, sindacati di base, Rifondazione Comunista e il fumettista Zerocalcare. Spiccano fra le bandiere esposte quelle della Palestina e delle sigle della galassia antagonista legate a doppio filo con il mondo del terrorismo islamista.
Dopo il concentramento iniziale, intorno alle 18:00 le frange più radicali si sono staccate dal corteo principale e hanno dato vita a ore di guerriglia urbana e violenti scontri con le forze dell’ordine.
Ai lanci di bombe carta, petardi, fuochi d’artificio, pietre e oggetti contro le forze dell’ordine si sono aggiunti incendi di cassonetti e arredi urbani divelti, roghi in strada e perfino una camionetta della polizia data alle fiamme. Ingenti i danni alle proprietà private di pacifici cittadini, che hanno visto automobili e vetrine di negozi distrutte.
Le forze dell’ordine hanno dovuto impiegare lacrimogeni, idranti e cariche per contenere i manifestanti.
Il fatto più grave è stato il pestaggio di un agente di 29 anni del Reparto Mobile di Padova, Alessandro Calista: accerchiato, buttato a terra, colpito con calci, pugni e anche con un martello. L’agente è rimasto ferito ed è stato salvato dall’intervento dei colleghi che l’hanno fatto trasferire all’ospedale dove ha ricevuto cure, in particolare la sutura di una ferita alla gamba.
Il bilancio complessivo secondo quanto riferito è di oltre 30 feriti tra le forze dell’ordine e almeno 2 arresti (in carcere), 3 denunce, più una decina di fermati in questura durante la notte.
«Grave e inaccettabile» è stato definito l’episodio dal primo ministro Giorgia Meloni, che ha parlato di “attacco allo Stato”.

















