Gli universitari italiani non stanno con Cospito

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Giovedì sera i collettivi di Sinistra hanno occupato la facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma in solidarietà di Alfredo Cospito.

“Al fianco di Alfredo contro 41bis, ergastolo e ostatività”. Così recita lo striscione appeso sul muro dell’edificio, insieme a graffiti con scritte che parlano di “stato assassino”, dicendo che “tutta La Sapienza è contro il 41bis”. Resteranno fino a Sabato, quando usciranno per il corteo che a Roma riunirà organizzazioni della sinistra extraparlamentare e dei centri sociali.

A raccogliere la voce degli studenti che non si sentono rappresentati dai soliti compagni che, spalleggiati da una sinistra complice, continuamente abusano delle Università come fossero la loro zone franche, è il Presidente di Azione Universitaria Nicola D’Ambrosio:

“Stamattina gli studenti sono stati privati dei loro spazi a causa dell’ennesimo abuso degli attori di una sinistra a cui, al contrario di come professa, poco realmente sta a cuore il loro interesse.
Ad occupare la facoltà di Lettere della Sapienza in solidarietà dell’attentatore e gambizzatore anarchico Alfredo Cospito, sono gli stessi “studenti” che mesi fa, a pochi metri da lì, tentarono di forzare un blocco della Polizia al grido “fuori i Fascisti dall’Università” per impedire un convegno regolarmente autorizzato da Azione Universitaria. 
Le stesse sigle che rivendicano sui social gli assalti alle nostre iniziative in Sapienza, si arrogano la presunzione di imbrattare i muri della città universitaria scrivendo, come recita una delle tante oscenità apparse, che ‘La Sapienza è contro il 41bis’: noi di Azione Universitaria, che invece di giocare a fare la rivoluzione viviamo l’Ateneo a diretto contatto con i nostri colleghi, possiamo testimoniare con certezza che non tutti gli universitari sono a favore dell’occupazione ed, anzi, si tratta della iniziativa di una sparuta minoranza di soliti noti. 
La stragrande maggioranza della comunità universitaria, come noi, è convinta che gli atenei debbano rimanere luoghi liberi da imposizioni politiche, aperti al confronto e al dialogo accessibili a ogni tipo di pensiero.  Ciò che gli studenti chiedono a gran voce sono i mezzi che garantiscano il diritto allo studio e premi al merito che stimolino l’impegno, non di certo la liberazione di un criminale anarchico incitatore della violenza a oltranza, cosa che nulla ha a che fare con i loro quotidiani problemi. Davanti a questa ipocrita violenza ci aspettiamo la ferrea presa di posizione da parte delle istituzioni, di tutto il corpo accademico e di quegli esponenti della sinistra sempre pronta a dichiararsi paladina di libertà e giustizia, il loro silenzio sarebbe sintomo di complicità”.

Questa ed altre vicende testimoniano che gli inviti incitanti alla violenza oltranzista che negli anni Cospito ha lanciato dal carcere agli anarchici di tutto il mondo, rivendicati più volte, pare siano stati recepiti: a Bologna i telefoni delle redazioni squillano con annunci di attentati, le nostre diplomazie all’estero sono prese d’assalto. 

Solo questo basterebbe a mettere a tacere gli appelli al ministro Nordio degli artisti e dei deputati della Sinistra (solo ora all’opposizione stranamente interessatisi al caso) che millantano la sproporzione della misura, volta ad impedire che il detenuto possa manovrare l’organizzazione criminale dal carcere.

Bene ha fatto il Presidente Meloni a ricordare a questi soggetti che, per fortuna, viviamo in un paese in cui la decisione sulle sorti di un detenuto spetta alla giustizia, non al governo, e che un paese serio non può arretrare di un centimetro alle azioni premeditate e autoinflitte di un criminale dichiaratamente in lotta aperta con lo Stato, che non ha colore politico.

Gli attori di questa Sinistra sconfitta farebbero bene a non confondere le sorti della loro fazione a quelle della Nazione.

Foto MHM55 CC4.0 sa by

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1 commento

  1. Cospito ha raggiunto il suo primo obiettivo. Il degrado morale, umano e intellettuale, di quell’Università che l’ha messo sul piedistallo. L’occupazione della sua facoltà di Lettere, che è, infatti, se non la carta d’identità e l’atto di nascita, con le relative «linee programmatiche e obiettivi da colpire». Per «vivere la rivoluzione subito, con violenza, senza compromessi». Antonella Polimeni, che aspetta per espellere dall’Università tutti i caporioni, e i loro sostenitori, di quest’atto criminale? L’Università non è fatta per allevare gente di questo stampo. O sì? Avere, insomma, un allevamento di utili idioti, a che altro può servire?

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