Il nuovo delirio della sinistra: sciogliere FDI

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Eppure l’ho scritto in ogni salsa, lo ripeto come un mantra sul palco durante il mio spettacolo Il Sistema: quando la sinistra, alla vigilia di nomine od elezioni, è in difficolta scatena la macchina del fango con la famosa Regola del 3 che prevede una procura che indaga, un giornale che lancia la campagna mediatica ed un partito che trae giovamento politico.

Lo schema, ben collaudato, è così partito nei confronti della Lega e più che altro di Fratelli d’Italia con l’inchiestucola piena di falle di fanpage fino ad arrivare alle deliranti affermazioni di oggi di giornalisti ed esponenti del PD dopo l’assalto alla sede della CGIL. “Bisogna sciogliere FDI perché è un partito neofascista”. Sono dichiarazioni gravissime lette sui social di Fabrizio Rondolino, che vanno a braccetto con gli altri deliri tipo quello del vice d Enrico Letta, Peppe Provenzano che accusa la Meloni di essere su un pericoloso palco “neofranchista”, quello di Vox in Spagna. Basta, siete ridicoli! E’ un giochetto al quale non casca più nessuno e che più che altro non interessa tutti quegli italiani che devono arrivare a fine mese per campare.

La leader di FDI e i suoi hanno condannato gli atti di violenza e hanno detto chiaramente che sono contro qualunque gruppo si riconduca a neofascismo. Tra l’altro l’assalto alla CGIL non ha una rivendicazione marchiata dallo scontro fascisti contro comunisti. Anche se guidato da alcuni componenti di Forza Nuova, è un atto violento organizzato – e ci sono stati giustamente gli arresti- da un gruppo di manifestanti no green pass (con varie provenienze) che accusano il sindacato di aver tradito i lavoratori. Infatti proprio in queste ore i centri sociali di estrema sinistra a Milano stanno attaccando la CGIL.

Il punto è sempre lo stesso: la sinistra italiana di governo e di apparato tv e giornali, vive su un altro pianeta, se ne frega dei cittadini, della loro libertà, del lavoro, del loro futuro e cerca qualunque strada percorribile per fermare l’avanzata democratica di Fratelli d’Italia e del centrodestra. Non vogliono rischiare di perdere le elezioni nella Capitale, a Torino ed in altre città e quindi bisogna spalare fango come solo loro sanno fare. La manifestazione di sabato indetta da Landini, rompe il silenzio elettorale e rischia di infiammare ancora di più le piazze. E’ una scelta in questo momento calcolata dal Sistema della sinistra che in caso di nuovi incidenti sarebbe pronta a soffiare sul fuoco e ad accusare il centrodestra con la solita tiritera del fascismo. La Lamorgese naturalmente, se ne laverà le mani come ha fatto sabato, lasciando le vie del centro di Roma in mano a personaggi ben conosciuti dalle forze dell’ordine. Invece che prevenire è meglio intervenire dopo eventuali disordini facendo scattare la famosa macchina del fango contro la Meloni e gli alleati inventando fantomatici legami con gruppi eversivi.

Nemmeno durante gli anni del MSI la sinistra era arrivata a tanto chiedendo lo scioglimento di un partito votato da milioni di italiani e che si muove in modo trasparente nell’arco costituzionale.
Il problema sta proprio lì ma a parti invertite: bisogna essere pronti a tutto pur di non far avanzare il nemico politico. In effetti, i regimi ma quelli comunisti però, si preparano proprio così.. altro che fascisti su Marte.

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