Il prossimo 19 giugno, a partire dalle ore 18:00, la splendida cornice di Palazzo Ruspoli a Nemi ospiterà l’atteso evento “Riemersione bottiglie dei Castelli Romani” con il sindaco Alberto Bertucci a fare gli onori di casa. L’iniziativa punta i riflettori sui sorprendenti risultati del progetto di affinamento subacqueo, un’eccellenza che unisce biologia lacustre, turismo esperienziale e valorizzazione del patrimonio vinicolo laziale.
La storia del progetto: la cantina naturale nel lago di Diana.
Il progetto affonda le sue radici nell’intuizione di Josè Amici, imprenditore agrituristico, esperto subacqueo e referente tecnico dei Comuni dei Castelli Romani per l’Associazione Nazionale Città del Vino. L’idea è nata prendendo ispirazione dallo straordinario ritrovamento di storiche bottiglie di champagne perfettamente conservate sul fondo del Mar Baltico.
Insieme al suo gruppo di sub e in sinergia con le istituzioni locali, Amici ha trasformato i fondali del Lago di Nemi in una vera e propria dispensa subacquea naturale. Le bottiglie vengono calate a circa 10 metri di profondità, all’interno di apposite gabbie protettive posizionate presso il centro di pescicoltura locale. In questo ambiente unico, i vini beneficiano di fattori ideali per l’evoluzione organolettica:
- Temperatura costante e fresca durante tutto l’anno.
- Assenza totale di luce e di ossigeno residuo.
- Pressione idrostatica naturale che favorisce un’integrazione ottimale della spuma e degli aromi.
- Cura del sigillo, protetto tramite antichi metodi di ceratura per impedire infiltrazioni o proliferazioni di muffe.
Il nucleo storico di questa sperimentazione è rappresentato dal celebre vino “Caligola” (un pregiato rosso Roma DOC) e dallo spumante della cantina della famiglia Amici. L’evoluzione sottomarina dona a questi prodotti caratteristiche uniche, con profili aromatici complessi e un’estrema freschezza.

Le cantine dei Castelli Romani protagoniste a Palazzo Ruspoli
Visti gli straordinari successi dei primi esperimenti, l’iniziativa si è estesa all’intero territorio, creando una rete che unisce i principali comuni della zona, tra cui Nemi, Genzano, Frascati, Lanuvio, Ariccia, Marino e Velletri. Durante l’evento del 19 giugno a Palazzo Ruspoli verranno svelati i risultati dei lotti riemersi, ponendo a confronto le bottiglie affinate sott’acqua con i rispettivi campioni “gemelli” custoditi nelle cantine tradizionali a terra.
Il progetto vede il coinvolgimento attivo di storiche realtà vitivinicole dei Castelli Romani e del Lazio, tra le quali spiccano:
- Cantina Josè Amici (Nemi) – Promotrice del progetto con il rosso Roma DOC “Caligola” e lo spumante subacqueo.
- Cantine Volpetti (Ariccia) – Nota per la valorizzazione dei vitigni tipici del vulcano laziale.
- Cantina Amena (Lanuvio) – Realtà biologica d’eccellenza focalizzata sulla sostenibilità.
- Cantine Silvestri (Marino) – Storica firma dello spumante e dei vini tradizionali dei Castelli.
- Cantina Villa Simone (Frascati) – Punto di riferimento per la produzione del Frascati DOCG.
L’adesione a CulturaIdentità per il rilancio dei borghi castellani.
Il lavoro tecnico e promozionale svolto da José Amici ha trovato un naturale punto d’incontro con la Fondazione Città Identitarie. Su invito di Andrea Chiarucci, responsabile della nuova area d’azione dei Castelli Romani dell’Associazione CulturaIdentità che ha dato vita alla Fondazione, Amici ha aderito con entusiasmo al progetto.
La Fondazione Città Identitarie mette in rete i piccoli e medi comuni italiani attraverso festival, docufilm e premi per valorizzarne l’anima e la tradizione.
E’ un circuito che unisce centinaia di centri italiani, promuovendoli come scrigni di un’identità culturale profonda.
Chiarucci che ha fatto aderire Marino e Nemi tra i primi comuni dei Castelli Romani sottolinea : “Questa sinergia tra imprenditore e associazione mira a sostenere una vera e propria –ecologia dell’identità – , dove i prodotti della terra non sono considerati semplici merci commerciali, ma simboli culturali ed economici capaci di rilanciare in chiave turistica i borghi e le città dei nostri Castelli, proteggendoli dall’omologazione globale”


















