La Biennale dei Normanni

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La prima edizione della Biennale dei Normanni (400 artisti contemporanei da oltre 80 paesi, organizzata da
Effetto Arte e Art Now di Palermo e studio di consulenza artistica Russo di Roma), diretta da Sandro Serradifalco, ha avuto luogo lo scorso settembre a Monreale con la presentazione di Vittorio Sgarbi, Angelo Crespi, Edoardo Sylos Labini ed è l’unica rassegna di arte contemporanea libera da costrizioni di mercato e dittature critiche, con l’obiettivo di offrire al pubblico uno spaccato del panorama artistico che non trova voce nel circuito autoreferenziale di oggi. Pittura, scultura, fotografi a, tecniche miste, tutti gli stili artistici di chi ancora
crede nell’arte senza per questo sentirsi una specie in via d’estinzione, per un progetto culturale coraggiosissimo che ha visto premiate le opere selezionate da Edoardo Sylos Labini e Angelo Crespi con la pubblicazione di un’analisi critica e militante per diffondere gli esiti di quegli stili artistici invisibili alla narrazione chic.

Emanuele Beluffi

L’“Antica torta normanna” (acrilico su tela, spatole, cm 100×80) di Alina Ciuciu è una composizione molto classica, una bella natura morta che si inserisce perfettamente nell’alveo della storia novecentesca della buona pittura italiana in cui materia e pennellata sono al servizio di una visione non più mimetica bensì allusiva della realtà (Angelo Crespi)
Le “Intime conversazioni” (acrilico su tela, cm 90×100), di Ornella De Rosa, suscitano in modo straordinario le atmosfere di un quasi realismo magico con un tratto appena di lieve morbosità alla Balthus (Angelo Crespi)
“Gold Venice” (tecnica mista su tela, cm 100×100) di Carla Gallato è la prova della maturità raggiunta dall’artista veneziana che utilizza al meglio una tecnica che ricorda il mosaico: sullo splendore del fondo dorato, la mappa di Venezia impreziosita da una scrittura ideogrammatica diventa, nella sua piattezza e assenza di prospettiva tra arte bizantina e orientale, una composizione segnica di assoluta bellezza (Angelo Crespi)
Alba Gonzales, in “Chimera e le Maschere” (bronzo, cm 195x167x90), lavora nella terra oscura del mito ma con la leggerezza della favola: la sua figura di donna, musa e angelo, alle prese con il serpente del male, è nello stesso tempo primordiale e giocosa, inquietante e confortevole (Angelo Crespi)
“Cantami, o Diva….” di Serena La Scola (tecnica mista su tela e foglia oro, cm 240×200) è un quadrone assolutamente picassiano, ma molto convincente in cui la musica è il fil rouge di una ricerca esoterica tra numerologia e cabala (Angelo Crespi)
Rolando Rovati in “Senza titolo” (tecnica mista, cm 60×60) riesce a condensare l’energia futurista con la scomposizione cubista: tra Depero per i colori e Boccioni per l’accelerazione centrifuga, il quadro è un inno pop alla grande tradizione avanguardista novecentesca (Angelo Crespi)
Ne “Il mistero oltre il sipario” (stampa su carta cotone montata su dibond con spessore bordato nero cm 77×100) Fabio Guadagni sublima il cosiddetto “mosso controllato”, cioè una tecnica per dare movimento e sfocatura alla scena fotografata che non necessita di post produzione e qui sta la perizia dell’artista; l’immagine di un interno sfuma fino al limite in cui il drappo rosso acquista la levità dell’ectoplasma (Angelo Crespi)

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