La follia ideologica del super green pass

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Il professor Galli, accanito chiusurista e catastrofista, si è contagiato e le sue conclusioni sono in apparenza deliranti: ho fatto tre dosi, non sono servite, ne devo fare di più. Sconclusionato solo se non si tiene conto che Galli è comunista, addirittura sessantottino e come tale coerente secondo ideologia: se la realtà non torna, somministriamole più ideologia, alla fine dovrà pur cedere. Per adesso, a cedere è l’Italia, Paese in cui la nuova egemonia gramsciana vagheggiata o vaneggiata dal ministro sghembo, Speranza, ha attecchito: nessuno può credere che la diffusione di un virus si arresti con un codice puntiforme, quello serve esclusivamente al controllo diffuso. Il supertecnico al governo, sempre meno super, ne ha escogitata un’altra dal tipico sapore illiberale: multare gli ultracinquantenni non vaccinati in automatico, tramite il controllo incrociato fra greenpass e Agenzia delle Entrate. Tenue la sanzione, 100 euro “una tantum”, ma serve a far cassa in attesa dei fondi-Godot del piano europeo, espediente di basso livello, più da gioco delle tre carte. Insomma non ci sono soldi. Ma, in fondo, la grande finanza non è più o meno tutta così, basata sulle truffe a catena, su speculazioni colossali fondate sul nulla? Non ha fatto scuola Madoff, il ceffo capace di uno schema Ponzi da 65 miliardi di dollari? “Banchiere e truffatore”, lo definiscono su Wikipedia con involontario umorismo: il guaio è che ormai le due categorie sembrano fondersi nei governi nazionali e sovranazionali.
Oggi la multa per il lasciapassare, domani per qualsiasi cosa. Come insegnava Milton Friedman, lasciate allo stato la possibilità di una misura repressiva in un periodo emergenziale, e quando finirà l’emergenza la misura resterà. Qui la partita non si gioca più sul vaccino, sulla sua efficacia vera o presunta, ma su quanto rimane di una libertà ormai percepita come un vizio, un reato, un peccato: la sinistra di regime lo dice chiaro, non si nasconde più: noi, ripetono le facce lugubri del Politburo piddino, siamo per le restrizioni totali, indiscriminate e illimitate. Con loro, i liberali al night di Forza Italia, in una fusione oscena ma indiscutibile: “gli infami comunisti da una parte e il partito mafioso dall’altra”, come si sono reciprocamente disprezzati per un quarto di secolo, saldati nella prospettiva di un regime antidemocratico fondato sul greenpass, questa macchia puntiforme che dischiude utilizzi preoccupanti, scenari inquietanti.
Così come inquietanti sono gli occhi fuori controllo dei Brunetta e degli Speranza, gente che sembra avere fiutato il momento giusto per riscattarsi dopo una vita di umiliazioni. Un po’ come i megadirettori di Fantozzi. Somministrazione – di siero, di notizie – e deportazione, questa la nuova setta che riferisce tutto a un meccanismo astruso, fallace, che meno funziona e più lo si estende: la classica soluzione ideologica, che nasconde una smania concentrazionaria funzionale ai giochi di Palazzo: il “Nonno delle istituzioni” pretende l’istituzione somma, il Colle, ma in un anno ha inanellato fallimenti le cui conseguenze oggi esplodono in misura drammatica; di conseguenza, è obbligato a mediazioni anche umilianti, stile prima Repubblica, per accontentare un po’ tutti. I partiti, fin qui debolissimi, si sono accorti che rischiano di perdere ulteriore peso e hanno cominciato l’azione logorante, ricattatoria: un Draghi al Colle può anche andare, ma da anatra zoppa e condizionato da chi ce l’ha mandato. Non ne vengono ancora a capo e, per non sbagliare, introducono l’ennesimo blocco del Paese, però più subdolo, più infame. Non dichiarato ma imposto con la rappresaglia sociale, con il carosello di norme che cambiano in continuazione, in funzione degli equilibri cangianti, unico denominatore comune la stretta antidemocratica di stampo paranoide: niente parrucchiere per arginare la pandemia, che in America chiamano “variante del raffreddore”.
Galli è liberissimo di assumere dosi fino alla fine dei suoi giorni, constatandone l’efficacia, ma possiamo ancora decidere ciascuno per suo conto, di farsi male da solo, eventualmente? O siamo tenuti a subire le psicosi, le incompetenze, le malizie del coacervo governo – CTS – cabina di regia, misteriosa entità quest’ultima dall’evocazione sinistra? L’immunologo sessantottino ha ammesso di essersi salvato, per così dire, grazie a tempestive cure domiciliari: perché vengono ancora soffocate? Perché l’informazione di regime non ne parla? E perché i nuovi farmaci, dai monoclonali alla pillola anti Covid, il Molnupiravir commercializzato come Lagevrio, non sono contemplati nell’agenda infosanitaria? Dieci mesi ad esaltare il Tecnico della Provvidenza per poi ritrovarci all’anno zero. Ma anche nella finanza truffaldina tutto va bene fino a che il castello crolla.

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1 commento

  1. Articoli che condivido appieno ma purtroppo sembra che l’italiano medio abbia un ecefalo assente…

    Quello che sta capitando in Italia è di una gravità pazzesca e non c’entra più nulla con la sanità…

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