Lampedusa: la sinistra che lavora per l’invasione

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“Complottista è solo un modo un po’ invidioso per definire uno più sveglio di te”, scrive Boni Castellane. Ed oggettivamente bisogna avere il sonno pesante per non comprendere quello che è avvenuto nei giorni che vanno dall’11 al 14 settembre. Nell’isola di Lampedusa sono sbarcati 11.196 immigrati provenienti soprattutto se non esclusivamente dalla Tunisia. Praticamente il doppio degli abitanti dell’isola. Non è ovviamente un fulmine a ciel sereno, ma l’apice di una tempesta che ci auguriamo possa calmarsi se non terminare. Nel solo 2023 fino al 15 settembre sono sbarcate 127mila persone circa, contro le 66mila del corrispondente periodo dello scorso anno. Giorgia Meloni, dal canto suo, tre giorni fa in un videomessaggio ha messo in chiaro alcuni punti fermi:

(1) ha prima chiesto e quindi subito ottenuto che la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen si recasse assieme a lei nell’isola per osservare di persona e toccare con mano anche se solo per poche decine di minuti il dramma dell’immigrazione visto con gli occhi dei lampedusani. La burocrate tedesca in cerca di un’improbabile -ma non impossibile-riconferma ha subito obbedito!

(2) Ha quindi chiesto al presidente del Consiglio Europeo Charles Michel -quasi certamente e prossimamente sostituito da Draghi in quell’incarico a partire dal 2024- di inserire la questione migratoria all’ordine del giorno del prossimo Consiglio. L’Italia chiederà infatti l’istituzione di una missione europea che blocchi le partenze. Un sorta di blocco navale Made in Europe.

(3) In Consiglio dei Ministri infine viene presentata una proposta di decreto. Un vero giro di vite nella gestione del dossier immigrazione. Doloroso ma necessario. Nei centri di rimpatrio, per chi entra illegalmente in Italia, il termine massimo di permanenza salirà fino a 18 mesi. Mentre alla Difesa viene invece conferito mandato di costruire rapidamente strutture in grado di trattenere i migranti che devono essere espulsi. Queste saranno situate “in località a bassissima densità abitativa, facilmente sorvegliabili e perimetrabili”. In pratica chi entra illegalmente in Italia sprovvisto dei requisiti sa che nelle intenzioni del governo potrebbe essere di fatto privato della propria libertà fino a 18 mesi. Un’idea che evidentemente mira a scoraggiare gli ingressi di chi sa di non poter essere accolto come richiedente asilo.

Infine due messaggi diretti con sguardo in camera. Uno ai potenziali immigrati ed uno agli italiani. Il primo è chiaro: “se entrate illegalmente in Italia sarete trattenuti e rimpatriati”. Ci permettiamo di suggerire a Giorgia Meloni di fare girare vorticosamente l’avviso sui social network nei paesi di partenza. Può essere di grande aiuto. Il secondo messaggio invece la Premier lo manda agli italiani : “non abbiamo cambiato idea”.

Ce ne sarebbe infine un terzo. Neanche troppo implicito. Sviluppato da Giorgia Meloni all’inizio del discorso e che ci preme distendere qui con maggiore chiarezza.

Sappiamo tutti che Tunisi non è Boston, che Sayed non è Roosevelt e che il sistema politico istituzionale di quel paese non è quello del Regno Unito. Ma guai a minare ulteriormente la stabilità della Tunisia. Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa cosa perde ma non ciò che trova. Recita il vecchio adagio. E l’Unione Europea aveva preso impegni chiari con Tunisi per bocca della Presidente Von Der Leyen, e dei premier italiano ed olandese. Aiuti e soldi per Tunisi. E la parola si rispetta. Ma in Europa sono in tanti, a partire dai socialisti di cui fa parte il PD, ad aver lavorato con profitto a sabotare quell’accordo facendo leva sui governi di Parigi e Berlino.

Ed il PD non perde occasione per dire che quell’accordo non s’ha da fare. La ritorsione di Tunisi l’abbiamo vista tutti. Il PD è il partito straniero in Italia e lavora per l’invasione. Nella speranza di mettere in cattiva luce il Governo di fronte ai suoi elettori facendo emergere il fallimento fino ad oggi sotto i nostri occhi nella gestione del problema.

Ma cara sinistra, fra chi cerca di risolvere il problema e chi invece lo crea passa la stessa differenza che corre fra la Nutella e qualcosaltro.. E gli italiani preferiscono ovviamente la prima!

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3 Commenti

  1. “È motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere diecimila volte più del migliore cittadino italiano” (P. Togliatti). A distanza di novant’anni, sinistra sempre e comunque contro la patria.

  2. Intanto, Mattarella nega la grazia a un cittadino italiano che si trova in carcere per aver difeso la sua famiglia e la sua casa dall’attacco di un “pluripregiudicato irregolare poi espulso dall’Italia senza che ha mai fatto un giorno di carcere a seguito di una condanna di 3 anni e 8 mesi passata in giudicato. Giusta o sbagliata che sia stata, Mattarella, ha preso la sua decisione. Con coerenza però, Mattarella, subito dopo avrebbe dovuto cassare la Sovraintendenza centrale per i servizi di sicurezza che lo tiene lontano da gente come quel “pluripregiudicato”.
    Con questo diniego ideologico dato che umanamente il richiedente aveva tutte le carte in regola per potere ottenere la grazia, Mattarella ha voluto dire al resto degli italiani: ‘guai a voi se vi difendete da chi vi entra in casa per derubarvi e angariarvi (dato che le due cose vanno sempre a braccetto). Giusta o sbagliata che sia stata, Mattarella, ha preso la sua decisione. Con coerenza però, a questo punto della storia, Mattarella subito dopo avrebbe dovuto cassare la Sovraintendenza centrale per i servizi di sicurezza che lo tiene lontano da gente come quel “pluripregiudicato”.

  3. A proposito di Mattarella; ci ha esortato a non “cavalcare la paura”. Ebbene, io dico che “La paura è la madre della PRUDENZA e la nonna della SALVEZZA.”
    Poi ci sarebbe da dire qualcosa anche verso quel signore che abita in Vaticano ma visto che non lo f nessuno credo che sia pericoloso farlo.

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