“Le elezioni o l’Inferno: Mattarella decida”

15

Dalla Sala stampa Camera dei Deputati – Presentazione del numero di CulturaIdentitá in edicola: “700 anni dalla morte di Dante Alighieri”. Con Federico Mollicone, deputato fondatore dell’Intergruppo Cultura, Arte, Spettacolo; Edoardo Sylos Labini, fondatore di CulturaIdentità; Diego Fusaro, filosofo e scrittore; Alessandro Masi, segretario generale della Società Dante Alighieri, l’on. Maria Teresa Bellucci di Fratelli d’Italia e l’on. Giusy Versace di Forza Italia.

GUARDA IL VIDEO COMPLETO

La polemica contro il politicamente corretto: la Divina Commedia è il manifesto del pensiero forte. Sono risibili i tentativi di correzione e censura che stanno emergendo con la cultura della cancellazione.

Il Ministero della Verità di Orwell in 1984 faceva quello che ora stanno facendo con i libri di storia: in un college americano una professoressa si è vantata di avere cancellato l’Odissea dai programmi scolastici.

Questo è lo scontro culturale di oggi: da un lato il pensiero forte dell’identità (l’identità forte delle comunità: Roger Scruton), dall’altro la cultura del piagnisteo, il relativismo assoluto, la cancellazione dei generi, delle identità e della storia.

Dante è fusione di identità e cultura: Dante difende la cultura delle identità e ne fa un manifesto assolutamente divino: Dante va vissuto e spiegato alla generazione Z di oggi, che impara tutto dai video e dalle esperienze multimediali.

Chi ci porterà nel Paradiso delle elezioni? Come Virgilio ha accompagnato Dante in Paradiso, così Mattarella dovrebbe accompagnarci alle elezioni.

Gli armigeri del pensiero unico arcobalenesco metteranno al bando anche la Divina Commedia? Dante nell’Inferno descrive il mondo in cui viviamo oggi, punisce i fraudolenti e i traditori, che oggi chiameremmo i traditori della Patria. Sono gli svenditori della sovranità perché ce lo chiede l’Europa.

Dante fece una battaglia per superare le municipalità: con la Rete delle Città Identitarie ripercorriamo quella strada.

Festeggiamo il padre della Lingua Italiana e intanto il ministro Franceschini lancia una piattaforma della Cultura e la chiama ItsArt. E basta anche alla cultura attraverso lo schermo di un pc: si riaprano i musei e i teatri e i cinema.

Questo Governo ha scordato il settore Cultura: milioni di disoccupati del settore spettacolo sono in serie difficoltà. Il nostro ricordo al jazzista Adriano Urso, morto a Roma ieri, colto da un malore mentre cercava di spingere la sua auto in panne per non perdere le consegne da effettuare: rimasto senza lavoro, aveva dovuto ripiegare su un secondo lavoro d’emergenza, quello di rider.

Un appello al Ministro Franceschini: crei in collaborazione con la RAI un progetto su Rai Play con l’obiettivo di creare contenuti culturali italiani trasversali alle varie produzioni indipendenti.

La cultura medicina dell’anima: le persone anziane accedano gratuitamente ai biglietti per gli spettacoli come fossero medicine.

SOSTIENI LA NOSTRA VOCE LIBERA

15 Commenti

  1. PRESIDENTE non cè nessun inferno a farci VOTARE ANZI e parte della NOSTRA sovranità farci VOTARE che poi non sia di convenienza per il sistema KOMUNISTA e un altro discorso!!!! Dov’è il rispetto della DEMOCRAZIA tanta DECANTATA!!

  2. Ma chi e’ quel cretino ignorante che su un sito che si chiama alla cultura e alla identita’ italiana, scrive che Virgilio ha accompagnato Dante in Paradiso? Torni al Liceo e studi meglio, Virgilio si e’ fermato sulla cima del Purgatorio, e ad accompagnare Dante in Paradiso e’ stata Beatrice.

  3. E’ una cosa penosa. Eppure sembra che il Quirinale voglia dare, a questo raccogliticcio e claustrofobico gruppetto di senatori in cerca di una personalissima via d’accesso nel ristretto prossimo venturo Palazzo Madama -200 senatori anziché gli attuali 315-, l’autorevolezza, la dignità e la trasparenza di un gruppo parlamentare. Sgretolando la Costituzione, dato che un precedente del genere aprirebbe le porte girevoli di ogni possibile metamorfosi piratesca e insieme un groviglio di vie, per ulteriori saccheggi della democrazia. Di quello che resta della democrazia.

  4. Onestamente siamo già all’inferno e dobbiamo ringraziare questo signore che, come i precedenti, si preoccupa di proteggere i suoi elettori cioè i sinistri. Non abbiamo mai avuto un Presidente di destra forse un paio gli altri da Pertini fino ad oggi erano uomini della sinistra. Non possiamo aspettarci nulla di buono, farà il possibile e l’impossibile per ritardare le elezioni, nella speranza che accada qualche cosa nei prossimi tre anni che disinneschi una vittoria annunciata della Destra. Da parte della Destra è arrivato il momento di cambiare stile, di essere più soft senza rinunciare alle proprie idee, ma l’aggressività dei toni e dei contenuti non paga non ha mai pagato e non pagherà mai.

  5. leggo che ci sono rimasti due opzioni: elezioni/inferno, il popolo aderisce alle elezioni, se sarà inferno sicuramente non sarà solo.

  6. Difficilmente una nullità può fare cose sensate.
    Viva i padri della costituzione che hanno pensato a difendere loro stessi quando l’hanno scritta e votata.

  7. qualcuno ha detto che i governanti dovrebbero essere scelti tra il meglio dei governati.
    Non aggiungo altro ma vi invito a fare qualche piccola considerazione

  8. “…quello che ora stanno facendo con i libri di storia…”. Quello che hanno SEMPRE fatto con i libri di storia. Da sempre, si sa, la storia la scrive chi vince, quindi si suppone che esista in parallelo una storia completamente diversa da quella raccontata. Di conseguenza il libro di storia ha sempre rappresentato il primo strumento di indottrinamento, con la versione che i vincitori hanno deciso che venga tramandata, deviando la realtà verso l’effetto voluto. Qualunque evento storico presta il fianco ad una interpretazione diversa, se non opposta a quella ufficiale. Ad esempio, non sono affatto convinto che Garibaldi fosse quell’Eroe da sempre osannato, anzi, credo che si macchiò di grave tradimento degli ideali di libertà da lui stesso (e soprattutto da Mazzini) perseguiti quando consegnò il Sud ai Savoia. Così come l’esito del Referendum Monarchia/Repubblica… Non se ne trova traccia sui libri di storia, ma…

  9. AHAHAHAHAH Mattarella da “mo” che ha deciso; NON SI VOTA. L’aveva deciso già prima dell’esperienza 5 stalle lega; ha pazientemente atteso che l’intesa si sfasciasse, che il suo uomo uscito dalle sagrestie gesuitiche guidasse finalmente un governo con i compagni del suo partito di riferimento, per cui adesso, guardandosi intorno con sguardo torvo ed apparentemente sapiente monita: “VOTARE è ANTIDEMOCRATICO” e parafrasando il gergo papale, nuovamente monita: “non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo”. Viva l’Italia, viva la Repubblica, abbasso la democrazia e soprattutto l’invito al popolo sovrano di non protestare se lo prendono per i fondelli.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

20 + undici =