Le origini del Farro tra Romani ed Etruschi

0

Prima dell’avvento del grano duro, il grano vestito, o più propriamente farro, era l’alimento principale nella dieta delle popolazioni antiche. In Egitto fu ritrovato nelle tombe dei Faraoni, ma probabilmente venne importato dalla Palestina. Attraverso gli scambi commerciali si diffuse in tutto il Mediterraneo arrivando nella penisola
Italica intorno al VII secolo a.c. La sua coltivazione avveniva principalmente nella Tuscia e nel Lazio, e proprio per questo diventò il cibo quotidiano, come oggi sono per noi il pane e la pasta, di Romani ed Etruschi.

Con questo grano si celebrava anche il rito matrimoniale (confarreatio) nel mondo classico romano. Una cerimonia molto aristocratica che, dopo il sacrificio a Giove, vedeva donata agli sposi una focaccia di farro (farrum) da spezzare e consumare assieme.

Con il farro si preparava il puls, una sorta di poltiglia corrispondente alla polenta diffusa in Grecia, ottenuta impastando con acqua calda la farina di alcuni cereali: l’orzo, altre volte il miglio, ma molto più frequentemente quello che Plinio, definendolo “il primo cibo dell’antico Lazio”, chiama “far” (farro). La farina, inoltre, deriva proprio dal far, come indica anche la parola. Catone, custode delle tradizioni e “ispiratore” della distruzione di Cartagine, tramandò una ricetta per preparare la puls… alla cartaginese: “La puls punica si cuoce così: si mette in acqua una libbra di for di farina, si fa una pasta morbida, si mette in un recipiente pulito con tre libbre di formaggio fresco, mezza libbra di miele, un uovo; si mescola bene il tutto. Poi si travasa in una pentola”.

Oggi in alcune aree dell’Italia centrale, come in Garfagnana, c’è un’importante produzione di farro e la tradizione alimentare legata a questo cereale è ancora forte. Il farro è utilizzato in tutte le preparazioni culinarie, dall’antipasto al dolce, ed ha importanti proprietà: è ricco di nutrienti e di selenio, importantissimo per contrastare i radicali liberi, contiene le vitamine A,B,C,E, calcio, fosforo sodio, magnesio e potassio.
Beatrice Gigli

SOSTIENI ANCHE TU IL MADE IN ITALY

LA RICETTA – Farro con zucca, broccoli e semi di girasole: una ricetta antispreco

Ingredienti per 3 persone
200 gr farro
100 gr zucca
100 gr broccoli
Parmigiano reggiano
1 manciata di semi di girasole
Olio extravergine d’oliva
Sale e pepe
Preparazione:
Lessare o cucinare al vapore in poca acqua i broccoli e la zucca finché non risultano morbidi ma non molli. Tenere l’acqua di cottura da parte. In una padella antiaderente, tostare il farro come se fosse un risotto. Dopo un minuto, aggiungere un mestolo di acqua calda con cui si sono lessate le verdure e procedere così nella cottura (seguite i tempi e le metodologie indicate per il tipo di farro, riportate sulla confezione in vostro possesso). Mescolate spesso e aggiungete acqua calda
man mano che si asciuga. A metà cottura aggiungere la zucca cotta, in modo che diventi cremosa e proseguire a fuoco medio fino a che il farro non ha raggiunto la consistenza desiderata, morbida ma “soda”. Aggiungere i broccoli, mantecare con olio extravergine d’oliva e parmigiano. Aggiustare di sale e pepe, decorare con i semi di girasole e servire ben caldo.

Farro, zucca e broccoli: “supereroi” per tornare in forma

Il farro è un cereale antichissimo che negli ultimi tempi è tornato protagonista dell’alimentazione, soprattutto quella più attenta alla salute. Esistono testimonianze dell’esistenza del farro già a partire dall’Antico Egitto e dai Celti. Persino il Sommo Poeta Dante Alighieri esaltò la nobiltà di questo cereale. Nel XIII canto dell’Inferno della Divina Commedia, paragonò la trasformazione dell’anima alla germinazione del seme di farro: “Cade in la selva, e non l’è parte scelta; ma là dove fortuna la balestra, quivi germoglia come gran di spelta”. Questo cereale, più digeribile rispetto al grano, ha un alto potere nutritivo ed è ipocalorico. Inoltre sazia, è gustoso ed è perfetto abbinato a molteplici ingredienti, in inverno come in ogni altro periodo dell’anno. Per questo numero lo abbiamo abbinato a due prodotti di stagione ricchi di virtù e poveri di calorie: zucche e broccoli. Le prime, bizzarre grandi e variopinte, sono un ingrediente tipico della cucina italiana da nord a sud. Originarie del Centro America e importate da Colombo, le zucche hanno trovato terreno fertile in tutta Italia adattandosi perfettamente ai diversi habitat. Ecco perché dei diversi tipi di zucca si potrebbe parlare per giorni. In generale, ne esistono 500 varietà e si propongono con le forme più strane e variano molto nei colori accesi. Queste fanno tutte riferimento a 15 specie, 10 non commestibili, alcune persino velenose o impiegate come oggetti di design. Mentre sono 5 i tipi di zucca mangerecci: la zucca da orto o zucchina, la zucca gigante, la zucca muschiata, la zucca del Siam e l’ayote. La zucca è un ortaggio che non teme il freddo, come un altro ingrediente della ricetta che vi proponiamo questo mese: il broccolo, vera e propria “farmacia naturale”, ricco di vitamine, beta carotene, sali minerali e antiossidanti. Ideale per aiutare a combattere i malanni da freddo e anche per tornare in linea dopo le feste: ricchi di fibre e poco calorici sono gustosi ma perfetti anche per chi è a dieta. Insieme, un vero team di super-eroi per tornare in forma con gusto.
Food Academy Elior

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

5 × cinque =