Nuove minacce a don Patriciello, lo Stato reagisce

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“A Don Patriciello la mia totale solidarietà e vicinanza per l’ennesimo atto di intimidazione, fortunatamente sventato dalle forze dell’ordine. Il suo lavoro per portare legalità e speranza a un territorio martoriato dalla criminalità avrà sempre il sostegno del Governo e mio personale. Siamo tutti con te!”.

È così che il premier Giorgia Meloni, su Instagram, ha manifestato la sua solidarietà a don Maurizio Patriciello, il parroco anticamorra di Caivano. Tutto ha inizio domenica scorsa, nella chiesa di San Paolo Apostolo al Parco Verde di Caivano, dove un uomo con un coltello è stato bloccato dalla scorta del parroco. Secondo quanto ricostruito, Vittorio De Luca, pregiudicato per condanne definitive in materia di armi e stupefacenti nonché suocero del boss Domenico Ciccarelli, sarebbe stato bloccato prima di raggiungere il parroco, per essere poi subito allontanato. Lo stesso settantaquattrenne, affetto da uno stato di salute psicologico precario, ha poi mostrato un’arma da taglio agli agenti che gliel’hanno sequestrata prima di denunciarlo.

“Ennesimo atto di intimidazione subito a Caivano da don Patriciello, dove un uomo, suocero del boss Ciccarelli, armato di coltello, è stato fermato dalle forze dell’ordine mentre cercava di avvicinarsi a lui durante il consueto saluto ai fedeli”, ha spiegato il presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo esprimendo “solidarietà e vicinanza” al prete antimafia. “Il lavoro, insieme con l’evangelizzazione, che don Maurizio sta portando avanti è fondamentale per strappare quelle terre alla criminalità organizzata e noi saremo sempre al suo fianco in questa battaglia per la giustizia e la libertà”, ha aggiunto la Colosimo. Nella serata di martedì, il Questore di Napoli ha emesso il provvedimento di avviso orale aggravato nei confronti del pregiudicato.

Solidarietà anche da chi aveva considerato don Patriciello “Pippo Baudo con la frangetta” nel tanto assordante quanto imbarazzante silenzio della sinistra. Ebbene sì, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha messo da parte la triste ironia, che spesso lo contraddistingue, ricordandosi del ruolo che ricopre commentando su Facebook quanto successo al parroco di Caivano: “Piena solidarietà a don Patriciello. Che si faccia immediata e piena chiarezza su questo episodio, perseguendo i responsabili”.

“Chiarezza” aspetto questo che, sicuramente, non manca né a don Patriciello né al governo Meloni: il primo nella sua costante lotta alla criminalità organizzata a costo della stessa vita, il secondo trasformando le promesse in fatti.

In quest’ultimo caso, basti ricordare l’inaugurazione del centro sportivo Pino Daniele, lo scorso maggio, che verrà gestito dalle Fiamme Oro della Polizia di Stato. Una struttura diventata simbolo di riscatto, in netta contrapposizione a quella precedente: Delphinia, luogo degli orrori dove si consumavano gli abusi sulle due cuginette. Una vicenda che aveva spinto sempre don Maurizio Patriciello a rivolgersi direttamente al premier, chiedendole di far visita a uno dei posti più degradati di Italia.

Un invito al quale la Meloni non si tirò indietro: “Sono qui per riportare la presenza dello Stato”, aveva annunciato durante il sopralluogo, assumendosi, tra gli altri, l’impegno di far rinascere il centro sportivo divenuto simbolo del degrado. Una promessa prima annunciata e poi realizzata come riportato dallo stesso premier alla trasmissione di Del Debbio lo scorso maggio.

“Noi siamo andati lì e abbiamo detto che lo Stato avrebbe reagito. Che lo Stato sarebbe tornato e che lo Stato avrebbe dimostrato mattone su mattone che le cose potevano cambiare”. Asili nido, assistenti sociali, forze dell’ordine, operazioni alto impatto contro la camorra e contro gli spacciatori e il centro polifunzionale nel quale si possono praticare 44 attività sportive”. Sono queste “le cose semplici” portate dal governo Meloni. Un sostegno politico e personale che il Governo sta tuttora manifestando a chi da anni chiede “la presenza dello Stato”.

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