1° Maggio: l’impegno di ASACERT per la certificazione della sicurezza sul lavoro

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A metà Ottocento non era raro che si lavorasse anche 16 ore al giorno, la sicurezza non era neppure contemplata e i morti sul lavoro erano cosa di tutti i giorni. Il 1° maggio del 1886 era stato indetto uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti con il quale gli operai rivendicavano migliori e più umane condizioni di lavoro. La protesta andò avanti per tre giorni e il 4 maggio culminò con una e propria vera battaglia tra i lavoratori in sciopero e la polizia di Chicago: undici persone persero la vita. Tre anni dopo a Parigi, fu lanciata l’idea di una grande manifestazione per chiedere la riduzione della giornata lavorativa a 8 ore. Nella scelta della data si tenne conto proprio degli episodi di Chicago e si decise di celebrare il lavoro e i lavoratori il Primo Maggio.

Questa festa, oggi, continua ad avere contorni amari. Sono ancora molte le sfide di un mercato del lavoro in continua evoluzione e spesso gli obiettivi da conseguire in termini di sicurezza sembrano, nel nostro Paese, ancora tutti da raggiungere.

Il tragico dato di 181 morti sul lavoro dall’inizio del 2024 e i 1.041 decessi del 2023 evidenziano la necessità di affrontare seriamente la questione della gestione della sicurezza sui luoghi di lavoro in Italia. Queste cifre, se confrontate con i 1.090 decessi registrati nel 2022, dimostrano un trend preoccupante che richiede azioni concrete.

I dati emersi da un recente studio, evidenziano che l’adozione della certificazione secondo la norma UNI EN ISO 45001 – Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro (SGSL), ha un impatto significativo nella riduzione degli incidenti sul lavoro. A ottobre 2023, circa 32.000 siti aziendali erano certificati, e i risultati dimostrano una riduzione del 22,6% dell’indice di frequenza degli infortuni e del 29,2% dell’indice di gravità. (*)

In particolare, il settore chimico ha registrato una riduzione fino al 40,9% nell’indice di frequenza degli infortuni, mentre le lavorazioni meccanico-agricole hanno visto una diminuzione del 13,6%. Anche settori ad alto rischio come le costruzioni edili hanno beneficiato di significative riduzioni.

Il report evidenzia, inoltre, una crescita costante delle aziende certificate nel corso degli ultimi anni, passando dalle 9.168 del 2012 alle 32.002 del 2023. Questo indica un cambiamento positivo nella cultura aziendale, con sempre più imprese che si impegnano a garantire la sicurezza dei propri dipendenti.

Tuttavia, nonostante i progressi, la sfida rimane significativa. Il numero di morti sul lavoro resta alto, e occorre un impegno costante, una svolta prima di tutto culturale, oltre che normativo, per garantire un ambiente lavorativo sicuro e protetto.

In questo contesto, la certificazione del SGSL diventa essenziale. Oltre a dimostrare la conformità ai requisiti di legge, essa permette alle aziende di ridurre il rischio di sanzioni e di migliorare la propria reputazione.

ASACERT, con le sue attività, promuove la diffusione dei pilastri ESG (Ambientale, Sociale e di Governance) anche nei luoghi di lavoro, contribuendo a creare un ambiente lavorativo più sicuro e socialmente sostenibile.

Prevenire gli incidenti sul lavoro non è solo un obbligo, ma un dovere morale e civico, affinché il 1° maggio possa essere al più presto solo una festa in cui celebrare il lavoro e non si accompagni alla commemorazione delle vittime di condizioni precarie e prive di regole.

*Dati INAIL in collaborazione con Accredia

GUARDA IL VIDEO DI ASACERT PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA SICUREZZA E DELLA SALUTE SUL LAVORO:

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