Ristoratori, prosegue la protesta davanti al Parlamento

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E’ in corso a Roma, davanti a Montecitorio, la protesta dei ristoratori che “minacciano” l’apertura incondizionata. Dopo ormai più di un anno di chiusure e parziali aperture, zone rosse, gialle e arancioni la situazione per il comparto e il settore Ho.Re.Ca. è davvero insostenibile. Per questo ‘Io apro’, Mio Italia, La rete delle partite Iva, Apit Italia e Pin hanno deciso di unirsi e scendere in piazza contro le chiusure che stanno soffocando il settore.

Il movimento #IOAPRO si è organizzato e costituito per manifestare pacificamente le gravi condizioni dei lavoratori ridotti all’esasperazione. Nonostante però la manifestazione pacifica di oggi – oltre a cori di dissenso nei confronti di chi sta gestendo questa emergenza sanitaria infatti, non c’è stata alcuna volontà di aggressione -, ci sono stati momenti di tensione con le forze dell’ordine che hanno tentato di fermare la protesta facendo disperdere i manifestanti, che invece vogliono solo fare sentire le loro ragioni a chi amministra il Paese.  Il peso della situazione economica è aggravato dai dati sugli aiuti ricevuti: l’Italia ne ha ricevuti appena 60 milioni a fronte dell’1,4 mld che ancora mancano contro i 40 mld già ricevuti dalla Germania.

La manifestazione era stata lanciata e comunicata con un tam tam mediatico e social giorni fa, attraverso una rete attivata per far sentire la propria voce al Governo. L’invito ad aderire è stato rivolto trasversalmente a tutti, non solo alle categorie coinvolte ma esteso a tutti i cittadini in difficoltà.

Al momento non si registrano incidenti né danni a persone o a cose, la partecipazione è elevata e si sta svolgendo, per quanto è possibile in queste circostanze, nel rispetto delle regole anti- Covid.

I manifestanti protestano anche contro la violazione dei Diritti Umani, dell’art. 15 Costituzione da parte delle forze dell’ordine, le quali non sono tenute a limitare la libera circolazione non esistendo, a detta dei manifestanti, il riconoscimento di stato di emergenza. Nonostante il tentativo di “bloccarla” con le minacce di multe e sanzioni, la protesta prosegue.

E ancora le ragioni portate avanti dai manifestanti riguardano: procurato allarme (per le continue restrizioni), istigazione a delinquere (per l’uso forzato della mascherina), per l’uso politico che viene fatto dell’’emergenza sanitaria.

Il settore della ristorazione è a rischio fallimento, i manifestanti invocano l’Art. 1 della Costituzione Italiana: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Anche per questo, il portavoce dei manifestanti parlando alle forze dell’ordine di essere dalla parte sbagliata, poiché avrebbero giurato nei confronti della Repubblica e non dei governanti in carica.

Oltre 10 mila famiglie sono in difficoltà. Nessuno nega l’esistenza del Covid, ma viene ribadita per tutti la necessità di lavorare e di farlo in sicurezza. Ad oggi, infatti, sono moltissimi quelli che non riescono neppure a fare la spesa. “Se nono verranno prese misure adeguate per il comparto la promessa è una –  fanno sapere dal comitato di #IOAPRO -, dal 7 Aprile si riapre con o senza autorizzazione da parte del Governo, ne va della sopravvivenza di troppi settori”.

Tra i manifestanti, anche Vittorio Sgarbi che ha evidenziato i tanti controsensi delle misure restrittive che sono al centro della protesta, compreso l’uso indiscriminato delle mascherine e  l’impedimento di muoversi e stare all’aria aperta, “una follia di un Governo di incapaci”.

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