Se la parola amore approda sulla bocca degli incoscienti

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La cura di ogni cosa. Solo con un sentimento così possiamo sperare di rialzarci da tutte le nostre cadute, superare i torti subiti, le mancanze sofferte, le aspettative deluse, i tradimenti, la falsità, gli abusi forzati. Si, perché l’amore è un sentimento. Grande. Approda velocemente, la parola amore, sulla bocca dei più incoscienti, passionali, pochi ormai romantici e sognatori rimasti, ancora in volo in una società dove l’amore diventa una video telefonata erotica. Mesi di messaggi e telefonate per impossibilità di vedersi a causa di in una pandemia in corso. Eppure, si amano follemente, in attesa di vedersi e finalmente fondere i loro due corpi tanto desiderati e voluti e diventare un’anima sola. Poi, che il tutto duri tre ore, una settimana o qualche mese insieme, poco conta. Loro si sono amati.
Per tanti l’amore è sofferenza e ne stanno alla larga il più possibile. Non riescono a perdonare, a rimettersi in gioco, a vivere più come prima che la loro ferita perdesse sangue. Loro, non vogliono curarsi, preferiscono odiare e rimanere così ancorati al passato. Al massimo si concedono del buon sesso e come dice il mio caro amico Paolo: “vivo di serate musica e magia”, dopo aver suonato lo strumento del corpo, come per magia la donna deve sparire.
Per tanti, invece, vince l’amore per se stessi. Ricordo, da alcuni libri letti sul tema, che per amare veramente l’altro deve esserci la conditio sine qua non, di saper amare se stessi. Avere cioè amor proprio e da non confondersi con l’essere innamorato di se stesso come Narciso che per una punizione divina s’innamora della sua stessa immagine e muore cadendo nel lago in cui si specchiava.
L’amore in tutte le sue sfaccettature vince sempre.
Nel primo decennio Da Petrolini ad Armstrong e da Sinatra a Pizzi nel terzo, la parola amore era sempre viva fino a svilupparsi ancora di più grazie ad un santo ancora ogni anno da molti apprezzato: San Remo.
E poi le serenate d’amore, le lettere scritte con l’inchiostro. Una parola dolce quando meno te l’aspetti. Uno sguardo che ti scalda il cuore. Una carezza.
Ma soprattutto l’abbraccio, quello speciale, che aggiusta tutto ciò che qualcun’altro precedentemente ha rovinato.
L’amore è negli occhi di guarda, nel cuore di chi sente, nel corpo di chi sa trasmetterlo.
In quanti sanno veramente amare? Esiste un app o un corso al quale rivolgerci per imparare ad amare incondizionatamente?
Esisti tu. Se non sai amare puoi sempre imparare. Esci dal tuo schema di sempre, cambia il tuo pensiero e il tuo modo di fare, esci dalla tua zona di comfort e vai incontro all’amore. Apriti.
Impara a donarti e a donare con gioia, per il semplice gusto di farlo. Nudo e senza aspettative. Impara a conquistare le cose che vuoi. L’amore si conquista sul campo. In amore si combatte e invece le battaglie più grandi sono spinte dall’odio e indirizzati a far del male agli altri come accade verso una ex, per non aver mai accettato la fine di una storia a tal punto da rendergli la vita impossibile e lasciando nell’altro un trauma così profondo che solo, forse, un grande amore, un giorno, potrà curare.
Sono stufa di vedere amori falsi. Amori malati, spinti da atteggiamenti possessivi che rendono la vita dell’altro e la propria un vero e proprio inferno. Vorrei una bacchetta magica per dare, a chi sta dentro una storia dolorosa e violenta, il coraggio di liberarsene, ritrovare l’autostima e non lasciarsi sopraffare. Di non colpevolizzarsi per la scelta sbagliata. Dagli errori si può imparare.
Solo uno stolto non lo fa.
In ogni forma, l’amore trova una sua armonia, ma, andare alle radici è fondamentale. L’amore genitoriale, il nostro pilastro. I traumi maggiori sono dettati proprio dal rapporto con la propria mamma e con il proprio padre. Spesso accade che si inseguono queste figure per sempre, cambiando continuamente partner. Inconsapevolmente, trasciniamo in età adulta, l’odio che da piccoli abbiamo provato verso i nostri genitori, sia quello cosciente che quello rimosso.
Ci sono cuori che hanno sofferto per essersi sentiti abbandonati, rifiutati, violentati. Di cuori sofferenti per il mancato godimento materno. Di cuori irretiti di figlie troppo possedute, rese insicure e dipendenti da madri e da padri o da chi li hanno cresciuti. Dentro c’è odio.
E come fare per trasformalo, per cancellarlo? Serve una grande decisione di PERDONO per se stessi e per chi ci ha causato dolore.
E’ fondamentale lavorare sul proprio odio, accettandolo, accogliendolo e attivandosi per trasformalo. Se trasformi e cambi te stesso, trasformi l’ambiente intorno a te. Bisogna volerlo, ardentemente. Non lasciamo che rabbia, aggressività e risentimento, prendano il sopravvento. Bisogna arginarli e trasformarli. Cambiamo il nostro pensiero, curando il nostro cuore e cambieranno le nostre azioni. Io posso scegliere, io posso diventare una persona libera, io posso perdonare, creare una bellezza interiore che prima non avevo e amare. Si, perché l’amore è la cosa più bella possa esserci. Quindi, AMA!

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