Siamo costruttori di Bellezza, ecco cosa chiediamo al prossimo Governo

1

Sul palco del Teatro Sala Umberto di Roma al convegno “Liberare la Cultura, per un nuovo immaginario italiano” condotto dal direttore Edoardo Sylos Labini e dalla giornalista Raffaella Salamina artisti, musicisti, attori, registi, produttori, scrittori, giornalisti, presidenti di associazioni culturali e fondazioni hanno accolto l’Appello promosso dalle pagine della rivista CulturaIdentità rivolto al nuovo Governo che si insedierà nelle prossime settimane.

L’iniziativa ha ottenuto un grande successo, con un teatro stracolmo di ospiti che hanno risposto all’Appello. In prima fila Enrico Ruggeri, Tony Renis, Agostino Saccà, Anna Falchi, Pino Insegno, il vice direttore di Rai Uno Angelo Mellone, di Rai Due Piero Corsini, il direttore del TG2 Gennaro Sangiuliano. E poi Alma Manera, Luca Barbareschi, l’ex direttore del Centro Sperimentale di Cinematografia Marcello Foti. Tanti gli ospiti invitati sul palco a commentare queste cinque parole: Immaginario, Bellezza, Innovazione, Comunità, Sussidiarietà.

IMMAGINARIO:
Agostino Saccà e Marcello Foti: il grande cinema italiano è figlio di quella visionarietà che ha costruito i più importanti teatri di posa italiani e ha insegnato molto al cinema americano, si pensi solo al genere western e poliziesco. L’epoca d’oro del cinema italiano è stato il neorealismo, quando Roma era la “Hollywood sul Tevere” di un’Italia che stava rinascendo. Oggi manca quella idealità, pertanto Rai e Ministero della Cultura dovranno darsi da fare in quella direzione.

Enrico Ruggeri: è difficile passare alla cassa e alla storia in un colpo solo, oggi un giovane ha successo commerciale al primo singolo con Spotify, ma chi se lo ricorderà fra 40 anni? L’artista è specchio dei suoi temi, deve allestire uno spettacolo che si chiama Cultura, un grande spettacolo fonte di divertimento e di indotto. La Cultura deve tornare ad essere spettacolare e non ideologica.

Il videomessaggio di Beatrice Venezi: libertà d’espressione degli artisti e liberazione dai condizionamenti culturali. Nel corso del suo intervento il direttore orchestra lancia un appello alla politica affinché torni a vedere la Cultura come un asset identitario per l’Italia.

Alessandro Longobardi e Vincenzo Zingaro: è giusto avere un FUS che non tiene conto delle differenze fra regioni e centri urbani? Questa è la domanda di base per una vera riforma del Fondo Unico per lo Spettacolo. Occorre valorizzare le diversità territoriali e garantire un vero pluralismo, ecco perché oltre alla Cultura occorre liberare l’Uomo: siamo in una finta democrazia dove grossi centri di potere culturale la fanno da padrona.

Luca Barbareschi: dal palco una stilettata: “I peggiori nemici della mia carriera artistica sono stati i miei colleghi politici. La politica sia stimolata da organizzazioni che presentino un progetto culturale chiavi in mano, non da servi interessati alle proprie rendite di posizione. L’ultimo progetto politico culturale per l’Italia l’ha fatto Bettino Craxi.”

Alessandro Giuli: la crisi dell’energia è anche la crisi del settore editoriale: per questo la carta stampata deve diventare “la buona carta stampata”, una specie di Teatro dell’Opera. Basta con la cultura del piagnisteo, sì al pluralismo ma sì anche alla formazione: nel settore culturale ci vogliono meno Generali e più Ufficiali che rappresentino concretamente quella visione di rinascita che chiediamo da questo palco.

BELLEZZA:
Francesca Barbi Marinetti: la nipote di FT Marinetti ci ricorda che i Musei in Italia si devono sì rinnovare, ma questo cambiamento non può venire dal singolo. Impariamo dal territorio: i Musei sono una realtà capillarmente diffusa. Il FUS sta allo Spettacolo come il Ministero della Cultura sta agli Istituti di Cultura Italiani, siamo troppo esterofili e dobbiamo pensare di più alla ricchezza del nostro territorio.

SUSSIDIARIETA‘:
Federico Mollicone: sussidiarietà è la parola magica per l’impresa culturale affinché si apra all’azione privata che crei nuovi circuiti e nuove storie: l’Art Bonus delle fondazioni bancarie infatti non basta. Il capogruppo in Commissione Cultura alla Camera lancia dal palco una proposta dirompente e semplice: la detrazione fiscale del consumo culturale individuale, la riduzione dell’aliquota Iva per il settore della musica al 4%, il 2 x mille al mondo delle associazioni e delle Fondazioni.

Il video saluto di Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila, Città Identitaria che investe in Cultura a 360 gradi, dalle istituzioni all’associazionismo di base per far splendere tutto quanto di bello è stato lasciato dagli Avi. Grazie alla Cultura l’Aquila risorge come l’Araba Fenice, si pensi alla trasformazione di un evento religioso locale, la Festa della Perdonanza, in un grande evento dell’immaginario.

INNOVAZIONE:
Achille Minerva e Marco Capria, fondatori di ItaliaNFT: ecco cosa sono gli NFT e, soprattutto, ecco spiegata la loro funzionalità per il settore cultura: in prospettiva, la creazione di nuovi flussi di denaro per le casse delle Istituzioni che foraggiano le iniziative culturali a tutti i livelli.

COMUNITA‘:
Francesco Giubilei e Federico Carli: Priorità: difesa della lingua italiana, basta con la deriva del politicamente corretto dello schwa e degli asterischi, basta con l’uso dell’Inglese per termini che esistono anche nella lingua italiana. Centralità della scuola nella formazione delle nuove generazioni: fondazioni e associazioni come luoghi di formazione, anche in vista di una nuova classe dirigente che nasca dalla Cultura. Un approccio economico alla Cultura: scovare le forze vive del Paese soffocate dall’omologazione, metterle a sistema e spezzare ogni catena che omologa il pensiero. Il progresso non è mai solo economico, ma anche spirituale: la vitalità culturale misura lo stato di salute di un popolo, compito delle associazioni è rilanciare questa effervescenza artistica per consentire al Paese di riprendere slancio.

Giampaolo Rossi, già CdA Rai, che ha fortemente voluto questo Appello lanciato dal palco della Sala Umberto di Roma, ha citato la Lettera agli Artisti di Papa Giovanni Paolo II e ha chiarito cosa desideriamo per questa nostra Nazione. Al prossimo Governo si chiede:

1) la difesa dell’industria culturale italiana, perché attorno ad essa c’è la difesa della Nazione. Abbiamo bisogno di un nuovo, grande immaginario italiano, per questo abbiamo bisogno di un’industria culturale forte.

2) la liberazione della cultura. Siamo costruttori di Bellezza, per la costruzione del senso comune di una Nazione. Il prossimo governo costruisca un nuovo immaginario nazionale.

GUARDA LA DIRETTA

Liberiamo la Cultura, firma l’appello

1 commento

  1. Finalmente ci muoviamo per tirarci fuori dalla melma ideologica che serve atanti per soffocare il nostro paese.Ci invidieranno ancora!!!!!!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui