Time-0, esce il nuovo fumetto di Pubble

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“In Time-0, disastri naturali, scontri etnici e collassi politici hanno cancellato il vecchio mondo. L’umanità è gestita dalle grandi corporation che hanno creato il Meccanismo di Equilibrio Sociale. Il nuovo mondo è completamente privo di confini, globale, costantemente interconnesso. L’uomo è stato liberato da ogni forma di identità, da ogni antico vincolo di famiglia, nazione, comunità, da ogni legame biologico. Il Meccanismo di Equilibrio Sociale controlla completamente gli esseri umani, facendo leva sui loro desideri e concedendogli, in cambio, ogni tipo di piacere. Agli uomini è concessa la libertà di scegliere la propria schiavitù. L’umanità sembrerebbe così giunta alla fine della sua storia… ma, forse, si trova solo al suo tempo zero, al suo Time-0…”

Così recita la presentazione dell’ultimo fumetto di Ferrogallico, coraggiosa casa editrice che si distingue per una proposta fuori dal coro nel campo ormai monocorde delle graphic novel pubblicate in Italia, con prodotti di grande interesse sia per i contenuti trattati che per la qualità dei disegnatori: ricordiamo tra i tanti titoli il best seller “Foiba Rossa. Norma Cossetto, storia di un’italiana” di Beniamino Delvecchio e Emanuele Merlino, “Yukio Mishima, ultimo Samurai” di Massimiliano Longo e Federico Goglio e con prefazione di Mario Vattani, primo fumetto dedicato allo scrittore nazionalista giapponese, e il recente adattamento a fumetti di Xavier Coste di “1984” di George Orwell.

In “Time-0” , il disegno dinamicamente spigoloso di Pubble proietta il lettore in un mondo distopico post pandemico-atomico governato da un apparentemente invincibile concentrato di megacorporazioni, media e biotecnologie, e da un draconiano sistema repressivo poliziesco-militare intervenente con efficiente spietatezza dove i condizionamenti psicologici falliscono di sortire il loro effetto sui cittadini-sudditi, ridotti a schiavi della likecrazia, e sul sottoproletariato post urbano e contro i (pochi) ribelli: i Ratti Neri, assieme ai Monaci rifugiatisi nell’underworld e custodi del Fuoco del passato d’arte, cultura e storia del mondo di prima. Assieme a loro, lottano i due protagonisti: la reporter d’assalto Aurora Flamini e il “Lupo Mannaro”, combattente solitario e esempio per i Ribelli, dallo spirito libero dai filtri del Sistema, ma gravato da un segreto nascosto.

Per concludere, la grandezza del Cyberpunk, da William Gibson a Bruce Sterling alle arti grafiche e al cinema, e delle distopie letterari classiche era stata di anticipare i tempi di decenni nella visione del mondo futura anche magari con azzardi più fantasiosi (Huxley) o surreali (come nel capolavoro di Terry Gilliam “Brazil”), mentre in “Time-0”, la realtà futura raffigurata con efficacia dal disegno e dai testi – solo a tratti forse eccessivamente didascalici – è, come purtroppo avvertirà il lettore più attento, per molti versi quella presente; ancora maggiore quindi l’importanza nel nostro esistere quotidiano di non essere gregge, ma Werwolf.

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