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Ospite alla rassegna di Rainews24 condotta da Eva Giovannini, il direttore di CulturaIdentità Edoardo Sylos Labini ha presentato il nuovo numero del suo mensile uscito in edicola in questi giorni. Un numero sull’Amore al tempo del Covid con tante firme importanti da Francesco Alberoni a Stefano Zecchi che ci porta in un viaggio storico tra passione e amori durante l’infame pagina delle foibe. La città di San Valentino, Terni, è il comune identitario protagonista di questo mese. In questi due anni di pandemia il corteggiamento sembra sparito e molte coppie si sono nelle restrizioni forzatamente “riscoperte”.
Sylos Labini ha poi commentato le prime pagine dei giornali appena usciti in edicola:
Fra pochi giorni uscirà il secondo capitolo del libro “Il Sistema” di Sallusti e Palamara, che ho messo in scena la scorsa estate. In questi anni abbiamo assistito alla guerra fra correnti all’interno del CSM per spartirsi il potere anche politico, perché dal libro di Sallusti e Palamara abbiamo visto come alcune di esse siano legate a certi partiti: senza una riforma della Giustizia il nostro Paese non potrà mai decollare.
Il carcere preventivo è stato un’arma spesso usata contro gli avversari politici. Per cambiare davvero il CSM si deve passare al sorteggio, solo così le correnti saranno indebolite e avranno meno peso in Parlamento e fra i partiti.
L’elezione del Presidente della Repubblica ha sconvolto gli scenari politici futuri. Si sta cercando di formare un nuovo centro: Casini, Renzi e una parte di Forza Italia hanno l’obiettivo di staccarsi dalla Meloni e di convincere Salvini a seguirli: se prevarrà il proporzionale, il grande centro potrà passare la palla a destra o a sinistra e quindi stare sempre al governo. E’ un’operazione che stanno cercando di fare da diverso tempo e chissà che questa volta non ci riescano.
Mi stupisco che gli studenti non siano scesi in piazza prima. Io capisco la protesta dei nostri ragazzi: con il nostro numero di CulturaIdentità di alcuni mesi fa li avevamo esortati a riprendersi il futuro. In questi ultimi due anni il diritto allo studio è stato calpestato. Dopo due anni di restrizioni bisogna dare spazio alle proteste, naturalmente pacifiche.
Monica Vitti è stata un’icona di italianità, un’anti diva fuori dai clichè: aveva un doppio timbro da commedia e dramma straordinario, una maschera che pochi attori possono permettersi. Sarà immortale come solo gli artisti sanno fare.
Il Festival di Sanremo è un’identità culturale del nostro Paese, ma viene usato spesso come trampolino di lancio per una parte politica: ogni volta ci deve essere sempre qualcuno che fa la provocazione, come il pugno chiuso quest’anno.
















