Basta con il terrorismo mediatico, tuteliamo la psiche degli italiani

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La narrazione del Covid in questi lunghi mesi di pandemia ha creato un cortocircuito nei cittadini italiani -ma diciamo tranquillamente in quelli di tutto il mondo. I palinsesti televisivi e anche la maggior parte dei giornali si occupano quasi ed esclusivamente del racconto drammatico del virus, tanto che si può provocatoriamente parlare di Covid 24 invece che Covid 19. Un martellamento mediatico, cominciato a marzo con le alienanti conferenze stampa del “ becchino” Angelo Borrelli dove si comunicavano i numeri di morti e positivi con la stessa enfasi di una sala Bingo, fino ad arrivare alle surreali puntate dei DPCM raccontati dal premier Conte sulle sue pagine social, sotto la demente regia (ma secondo loro geniale) di Rocco Casalino, che oggi più di ieri dovrebbe tornare al GF Vip. Non possiamo poi escludere da questo circo mediatico le apparizioni di medici o virologi che si contraddicono tra loro , schierati oramai o da una parte o dall’altra secondo la più trita e misera scaletta da talk politico. Insomma, un cittadino non ci capisce più nulla. Nei migliori dei casi dopo aver acceso la tv uno si prende un’aspirina per il mal di testa oppure indossa una maschera anti-gas dopo aver ingoiato un antidepressivo. Spaesamento è la parola più giusta per descrivere la nostra situazione. Il fattore psicologico crea conseguenze irreversibili sulla nostra salute, ma è un dato che non sembra sia preso minimamente in considerazione. Abbiamo bisogno di messaggi positivi da parte dei media e le voci ufficiali devono essere pochissime e chiare, perché è dimostrato che solo il 5-10 % dei cittadini approfondisce per conto proprio in Rete le notizie sul virus. Allora chi ha scoperto di essere positivo come me al Covid e ha la possibilità di avere un mezzo per comunicare lo usi per iniettare un po’ di ottimismo nella mente e nella pancia degli italiani. Naturalmente invitando a rispettare le norme di igiene per prevenire il virus, ma evitando anche nuovi patetici #andràtuttobene. C’è un’Italia migliore da raccontare che cerca di reagire ogni giorno ma che i media mainstream si ostinano a non voler rappresentare. Quella delle botteghe dei lavoratori che hanno le saracinesche abbassate, quella di chi fa impresa e dà un futuro a migliaia di famiglie. Raccontiamo le loro storie, la loro esperienza per capire che popolo siamo e da dove dobbiamo ricominciare. Dimentichiamo i numeri della morte. Tanto a trasformarci in addomesticati replicanti ci sta già provando, ahimè riuscendoci, chi siede al Governo.

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5 Commenti

  1. Veramente, sarebbe meglio che se ne tornasse a casa e si facesse dimenticare, ma , come al solito, il problema non è tanto lui, quanto CHI se l’è trascinato appresso facendolo sentire chissa che cosa……

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