C’era una volta Ennio Morricone

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Oggi avrebbe compiuto 93 anni. Un anno fa ci lasciava Ennio Morricone. Lo ricordiamo con questo tributo di Manuel Fondato (Redazione) 

Scena uno: Roma, 1937-una terza elementare di Trastevere è in posa per la foto di classe che suggella la fine dell’anno scolastico. I bambini, tutti maschi, sono ben pettinati e ordinati nei loro grembiulini azzurri con fiocco bianco.

Nella fila in alto; partendo da sinistra, Sergio è il secondo, Ennio il quarto. Tra loro si frappone un compagno di classe.

Ennio è nato a Roma ma la sua famiglia è originaria di Arpino in provincia di Frosinone. Il padre Mario è un trombettista che lavora con diverse orchestre, mentre la madre Libera ha una piccola industria tessile. Anche Ennio ama la musica e inizierà presto a suonare la tromba. Con Sergio ha un normalissimo rapporto tra compagni di classe, non strettissimo ma cordiale, terminato il ciclo delle elementari i due prendono strade diverse e si perdono di vista.

Scena due: Siamo sempre a Roma, nel 1964. Sono passati quasi trent’anni dalla foto di fine anno della terza elementare di Trastevere. Ennio si è sposato con Maria dalla quale aspetta il terzo figlio, si è diplomato come trombettista al Conservatorio di Santa Cecilia e, come il padre, ha iniziato ad esibirsi in varie orchestre della capitale. A inizio degli anni’60 ha arrangiato dei brani che sono diventati degli enormi successi, riproposti dalle radio e cantati a squarciagola dalle gente, come sinonimo di estate e spensieratezza: Pinne, fucile, occhiali, Guarda come dondolo e Abbronzatissima di Edoardo Vianello e Sapore di Sale di Gino Paoli.

Un pomeriggio ha appuntamento a casa sua con un regista emergente, che nel 1961 ha esordito dietro la macchina da presa con Il colosso di Rodi e vorrebbe affidargli la colonna sonora del suo prossimo film. Ennio quando si trova davanti quel corpulento uomo dalla folta barba, scorge in un movimento del labbro inferiore qualcosa familiare, qualcosa del suo ex compagno delle elementari Sergio.

Non può tenersi quel dubbio e gli domanda a bruciapelo:“Ma tu sei Leone delle elementari?” ricevendo la risposta: “E tu Morricone che veniva con me a Viale Trastevere?”.

I due si riabbracciano, Ennio tira fuori quella vecchia foto di trent’anni prima ormai impolverata. Una cena a Trastevere è il giusto coronamento di un pomeriggio passato in compagnia di nostalgia e ricordi. Sergio parla a Ennio di un film del maestro giapponese Akira Kurosawa La sfida dei Samurai, invitandolo a vederlo.

Da questa pellicola ha in mente di mutuare la struttura aggiungendovi ironia, acidità e durezza per creare un nuovo genere di film western.

Ha già in mente il titolo”Il magnifico straniero” e una colonna sonora che ricordi il Deguello (pronuncia Degueio) un canto funebre messicano che il regista aveva ascoltato e apprezzato nei film Un dollaro d’onore e La battaglia di Alamo.

Il 12 settembre di quel 1964 il progetto vede la luce nelle sale cinematografiche. Non si chiama più Il magnifico straniero ma Per un pugno di dollari.

Ennio, non troppo d’accordo con la scelta del Deguello ha risolto riutilizzando una sua vecchia ninna nanna, scritta per uno spettacolo teatrale, suonata con una tromba. Il risultato è un pezzo musicale memorabile, che contribuirà non poco al successo del film e all’inaugurazione di un nuovo filone cinematografico destinato a entrare nella storia: gli spaghetti western.

Scena tre: siamo a Los Angeles, il 26 febbraio 2016.

Sergio Leone non c’è più da molti anni, è scomparso improvvisamente il 30 aprile 1989, lasciando un’impronta indelebile nella storia del cinema. Tra i registi contemporanei chi più si è abbeverato alla sua filmografia, prendendone spunti e omaggi è Quentin Tarantino, vero e proprio cultore di Leone e degli spaghetti western. Per il suo omaggio a questo genere, The Hateful eight, ha voluto affidare la colonna sonora a Ennio Morricone, ancora in piena attività ad 87 anni compiuti.

Per 20 anni: dal 1964 con Per un pugno di dollari al 1984 con C’era una volta in America, ha accompagnato con le sue musiche l’intera produzione del maestro Leone.

La sua colonna sonora per Tarantino rinverdisce il filone degli spaghetti western che ormai nessuno realizza più da molti anni. Viene premiato con l’Oscar, il suo secondo, dopo quello alla carriera del 2007, ma il primo per una colonna sonora, dopo 5 nomination in film come La palma nel cielo, Mission, Gli Intoccabili, vince anche un Golden Globe e un BAFTA.

Sempre il 26 febbraio, gli viene attribuita la stella numero 2574 nella celebre Hollywood Walk of Fame.

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