Col Sonniloquio di Bruno Magliocchetti in un grande amore tra sogno e realtà

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Bruno Magliocchetti, già noto per aver pubblicato vari saggi e romanzi, con questo suo ultimo lavoro, Sonniloquio, ci immerge in una dimensione fantastica, dove l’onirico si intreccia con il reale in un susseguirsi di suggestivi scenari. Nell’apparente semplicità della vita dei protagonisti, Salvatore e Fiorella, si rintracciano elementi e valori di una umanità variegata e dolente, alla perenne ricerca, spesso inconsapevole, della propria identità e del senso della propria vita. Durante la loro spensierata adolescenza, vissuta in una casetta azzurra, condivisa dalle due famiglie di pescatori, ubicata in un’incantevole baia ai piedi di un faro rosso amaranto, nasce tra i due un reciproco quanto inespresso legame sentimentale. Ma eventi drammatici sono in agguato per stravolgere le loro vite. Ingiustizie e malvagità determinano l’improvvisa scomparsa di Fiorella, cui segue la carcerazione di Salvatore, erroneamente accusato di assassinio, nonché le premature morti, alcune violente, dei vari membri delle famiglie. Quando Salvatore esce dal carcere e torna nella sua baia, nella solitudine pressoché completa, in una onirica conversazione con il mare e con i suoi nonni cerca risposte ai suoi interrogativi, venendo così a conoscenza della drammatica fine di Fiorella che, sotto il peso del dolore per le continue violenze infertele dal mafioso Turiddu, si è tolta la vita. Questo grande amore perduto, puro e delicato, è il filo rosso che lega tutti gli eventi della narrazione e che trova nel fiabesco epilogo la sua ragion d’essere, dove trame tessute al di là dell’umana comprensione si esplicano. Testimone il mare che, per dirla con Carl Gustav Jung, contiene e suscita tutti i sogni dell’anima.

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