“Con me a Frosinone cultura e integrazione nel nome dell’identità”

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Parla il neo assessore di Frosinone Simona Geralico: sì al dialogo interculturale ma a partire dalle nostre tradizioni

Simona Geralico, dirigente provinciale di CulturaIdentità, è stata nominata assessore alla Cultura del Comune di Frosinone: il giusto riconoscimento di un’intensa attività svolta in questi anni nel campo della cultura. Il neo assessore ha infatti contribuito ad organizzare numerosi eventi, convegni e mostre in cui, prevalentemente, sono stati valorizzati  artisti e tradizioni locali, anche pubblicando sulla stampa di settore diversi articoli sull’argomento. In questo ha dimostrato un’enorme  passione e un grande impegno, che sicuramente rappresenteranno anche la base del suo futuro operato di amministratore.  

Assessore, ci racconti quali sono i progetti e gli ideali che hanno ispirato la sua attività nel campo della cultura

Ho sempre sentito il desiderio di valorizzare Frosinone, la mia città,  con la sua millenaria storia e le sue splendide ed antiche tradizioni, note a pochi e talora  mortificate da un  ingiusto silenzio. Per questo motivo mi sono impegnata  a raccontare  la sua storia, dando spazio a molte delle numerose espressioni artistiche in essa presenti. In questo mi sono  riconosciuta nel  progetto di CulturaIdentità, fermamente convinta che valorizzando l’identità della mia città, come di ogni altro singolo borgo italiano, si valorizzi l’identità del nostro splendido paese. Ritengo importante questo anche in considerazione della dilagante globalizzazione che rischia di cancellare le peculiarità, storia e tradizioni dei nostri territori che, nel caso dell’Italia, vanno assolutamente difesi dal rischio dell’oblio . Ritengo altresì che questa azione sia importante anche in considerazione della necessità di integrare culture diverse, conseguenza necessaria degli importanti fenomeni migratori quotidianamente in corso. Sono infatti fermamente convinta che  un dialogo interculturale ed un’integrazione efficace siano possibili solo partendo dalla  piena conoscenza e dal giusto orgoglio della nostra identità, della nostra storia e delle nostre tradizioni.

Cosa conta di fare come assessore alla Cultura?

Oltre a gestire e migliorare i tradizionali eventi (in primis le stagioni teatrali), intendo continuare  a fare quello che ho fatto in questi anni, cioè occuparmi di iniziative ed eventi  che raccontino  la storia e la tradizione del mio territorio. Di pari passo, mi impegnerò a valorizzare i tanti artisti locali che hanno mostrato il loro talento nel campo della pittura, della scultura, della musica, della danza, della recitazione e in altri svariati ambiti.  Presterò inoltre la massima attenzione alle esigenze delle istituzioni locali,  a cominciare dal Museo cittadino, all’Accademia delle Belle Arti ed al Conservatorio Musicale, enti cui va assicurato il nostro massimo sostegno.

Come sarà il rapporto con le associazioni di categoria?

E’ nota la mia propensione e vicinanza a quanti, attraverso le associazioni, agiscono in nome della cultura. Con loro avvierò un dialogo, mi auguro il più proficuo, fermamente convinta che l’unione, come suol dirsi, faccia la forza. Colgo qui l’occasione per comunicare che ho lasciato il mio ruolo di componente di CulturaIdentità, sia a livello cittadino che provinciale. Tale scelta, seppur sofferta per aver abbandonato uno splendido gruppo umano, a cominciare dal Presidente Edoardo Sylos Labini, è stato un passaggio obbligato per garantire l’imparzialità nella mia azione di assessore e per potermi dedicare alle esigenze di tutte le associazioni che mi chiederanno sostegno e collaborazione.

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