Con Miriam Leone “L’amore a domicilio” vira sul nero

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Miriam Leone @leonemiriam

Miriam Leone ha raggiunto un tale livello di maturità e bravura da poter interpretare in maniera credibile ogni ruolo, che sia la bad girl Veronica Castello della trilogia 1992, 1993, 1994 o Anna -per la prima volta usando il suo accento naturale con inflessione catanese- in L’amore a domicilio, secondo film di Emiliano Corapi (World Video Production, con Rai Cinema e in collaborazione con Frame by Frame e Marvin Film).

E’ la storia dell’incontro casuale tra la protagonista e Renato, interpretato da Simone Liberati, un assicuratore timido e riluttante ad avere relazioni. Scocca la scintilla, ma a funestare il loro rapporto è la particolare e inaspettata condizione della ragazza che si trova agli arresti domiciliari. L’amore a domicilio è fondamentalmente la storia di due solitudini e riesce a raccontarle in maniera credibile e scorrevole.

Il film ha saltato il passaggio nelle sale cinematografiche a causa dell’emergenza causata dal Covid-19, ma il danno si è trasformato in risorsa perché trova, nella recente clausura forzata da lockdown, il retroterra ideale per essere compreso meglio e apprezzato dal pubblico.

Anna, bella, solare e piena di vita, non ha certo le caratteristiche di una detenuta, per di più sacrificata, come una leonessa in gabbia, dalla sua pena. Renato diventerà la sua finestra sul mondo che le viene momentaneamente precluso, esattamente come a marzo e aprile è capitato un po’ a tutti noi. La pellicola poi è capace di virare improvvisamente sul noir con l’arrivo di Franco, ex fidanzato della ragazza, evaso dal carcere, che vuole coinvolgerla nelle sue malefatte, trovando in Renato un inaspettato complice.

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