Coppola, bretelle e asinello: questa non è la Calabria, caro Gabriele Muccino

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Vive ancora forte dentro ognuno di noi il ricordo di Jole Santelli, la 51enne Presidente della Regione Calabria scomparsa prematuramente qualche giorno fa. Malgrado la grave malattia, Jole ha continuato coraggiosamente a combattere e a lavorare per la sua amata terra. Così il corto presentato al Festival del Cinema di Roma, Calabria terra mia, è sembrato il giusto omaggio ad una donna che lascia un vuoto nel governo della regione. Sul red carpet hanno sfilato gli attori protagonisti, Raul Bova con la compagna Rocio Munoz Morales e Gabriele Muccino, il regista di quest’opera di circa 8 minuti (compresi i quasi tre dei titoli di coda) costata 1 milione e ottocentomila euro. Insomma, per spendere così tanto in cinque minuti di girato ce ne vuole (malgrado il trionfo di droni che ci restituiscono paesaggi di mare mozzafiato, ma nulla più). Per non parlare della carrellata di clichè e di stereotipi che, leggendo i commenti sui social, hanno lasciato basiti molti calabresi. Tra clementine e bergamotti, soppressate e finocchietto, il corto inizia con una bella mano di Raul sulla coscia della bellissima Rocio, con un voce off che recita: “La tua terra ti parla con tante voci”. Loro, fighi pazzeschi, arrivano in jeep tra abitanti con bretelle, coppola e l’asinello che nemmeno più Little Italy dipinge così. Capiamo che Muccino oramai è un regista americano, però un po’ di conoscenza più profonda della Calabria, visto l’investimento economico, non avrebbe guastato. La fotografia da cartolina ci restituisce un mare splendido, ma ad un certo punto diventa ripetitiva come le effusioni tra i due bonazzi; inoltre non troviamo un’inquadratura per un sito archeologico, per un monumento, per uno degli importanti palazzi regionali. Non ci sono nemmeno i Bronzi: saranno fuggiti via come nell’autoironico spot girato sempre per la Regione Calabria nel 2011. Dove sono le mille identità che fanno della regione una terra unica, dalla Magna Grecia all’influenza normanna, da quella angioina, ebrea, arbëreshë? La Calabria, fuori dai luoghi comuni, è una terra da scoprire soprattutto per chi non ci è nato. Insomma, le buone intenzioni della Santelli non sono state onorate da uno dei più importanti registi del mainstream italiano. E molti calabresi a quanto pare non l’hanno presa bene. Le risorse per chi si occupa di cultura sul territorio a quanto pare ci sono. Ora starà all’assessore Spirlì , Presidente ad interim, dare un’adeguata risposta a chi si impegna per il rilancio culturale di questa straordinaria terra.

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13 Commenti

  1. Vomitevole ! ! ! La Calabria è Molto di piu’ di questo filmato che è servito solo a riempire le tasche dei ” soliti Noti “

  2. loro,a sinistra,vedono mafia,camorra ed ogni sorta di negatività solo se al comando vi è uno di destra.Come la mettiamo con Palermo dove il sindaco è stato il più grande detrattore di un certo Falcone?

  3. Solo da citare Capo colonna e scolacium, il duomo di reggio calabria, pentedattilo, santa severina, Gerage, Pietra Cappa e l’ Aspromonte

  4. Un milione e passa di euro per un documentario? Con questa cifra si fa un film di due ore. Chiedete il consuntivo e ne vedremo delle belle.

  5. Caro Regista Muccino ,questa volta hai toppato . Io della Calabria non vedo nulla . Mi sembra di vedere più una pubblicità siciliana. Mi dispiace soltanto per tutti i soldi che lei ha incassato…….

  6. Brutto brutto brutto e pieno di stupidi stereotipi. Coppola e asinello, ma che Calabria ha visitato Muccino. Sempre che l’abbia visitata prima di girare questo spot, ma ne dubito.
    Micino, un ignorante (perché ignora quale e come sia realmente la Calabria) e presuntuoso.

  7. Io in Calabria ci sono stata da poco e non mi sono per niente ritrovata in questo orto. Peccato non aver mostrato bellezze artistiche. Cosa mi importa di quei due? Ci so persone e ragazzi giovani in Calabria che avrebbero presentato meglio la propria regione… Anche lo scambio di battute… Senza nessun brivido. Che peccato tutti quei soldi

  8. Caro Muccino sono una calabrese di 66 anni e ne ho viste tante cose belle e posti meravigliosi della Calabria ( Capocoĺonna, Le Castella, Copanello e Soverrato, CapoVaticano, Scilla, Reggio Calabria, la Sila e tanti altri ), ma non avrei mai pensato che Calabria fosse sòlo vecchie case e arance e soppressata col finocchietto (che non esiste)

  9. Ci mancava nel corto solo il cartellino con scritto: “trogloditi e retrogradi”.
    Non e’ questa la Calabria. C’e molta bellezza e fascino in molti luoghi, mai valorizzati!

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