Delirio al ministero, via Italo Balbo dalla flotta di Stato

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Per la felicità di ANPI e Fratoianni il ministero della Difesa, guidato dalla sinistra, ha deciso: gli aerei della flotta di Stato «torneranno a esibire, sulle proprie carlinghe, i soli emblemi della Forza Armata di appartenenza, le insegne della Repubblica e le sigle internazionali di riconoscimento. Rimosso quindi il nome di Italo Balbo e ogni altro riferimento che esuli dai requisiti d’identificazione richiesti in ambito internazionale».

Ci risiamo! La storia si ripete. Ieri il delirio della Boldrini di cancellare i monumenti fascisti, oggi tocca al “Maresciallo dell’Aria”. Ma Italo Balbo fu un eroe della storia italiana e su questo non vi sono dubbi! Molti gerarchi fascisti erano avventurieri in cerca di facile gloria e, agli inizi, Italo Balbo parve essere uno di costoro, privo di scrupoli. Ma con il passare del tempo, manifestò la tempra del capitano di ventura rinascimentale, imponendosi come condottiero: fu proprio questa la causa della sua fortuna e della sua rovina. Audace, sfrontato e apertamente ribelle, il “gerarca aviatore” del fascismo, fondatore dell’Aeronautica Italiana, divenne così popolare da fare ombra allo stesso Duce. Balbo è la figura più presentabile del fascismo, il gerarca che si è battuto più di ogni altro contro il razzismo, contro la guerra, contro il deragliamento dell’Italia verso la dittatura filo nazista. Ma una morte prematura (e ancora misteriosa) lo spazzò via dalla scena.

La rimozione dei simboli storici è sempre un errore, sono parte della storia di una Nazione anche se possono non piacere. È un danno che viene inferto alla cultura nazionale, alla Patria stessa. La storia non si può cambiare. Anzi … dalla storia si può imparare. Come nel romanzo “1984” di George Orwell, vi è una sorta di “damnatio memoriae” da parte del “Partito dominante”, che elimina tutte le informazioni del passato, in questo caso a pagarne il prezzo è Italo Balbo … un eroe ancora scomodo.

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