La famiglia, un bene indispensabile

La famiglia, un bene indispensabile

La Famiglia, per me, rappresenta un porto sicuro nel quale rifugiarmi. I miei genitori e mio fratello sono stati lo scudo e le stampelle: mi hanno protetta e sorretta nei momenti più bui della mia vita. Ne ho avuto la conferma nel 2005 quando un incidente stradale, nel quale ho perso entrambe le gambe, ha stravolto la mia vita segnando un “prima” e un “dopo”. Da quel momento ho iniziato ad osservare altri ragazzi che avevano avuto esperienze traumatiche simili alla mia e ho scoperto, con dispiacere e stupore, tanta solitudine. Forse è stato proprio quello il momento in cui ho compreso davvero l’importanza della famiglia. Affetti che si danno spesso per scontati. Famiglie divise perché il dolore mette a dura prova le unioni, che perdono la forza e non riescono ad affrontare l’imprevisto ed io, da un letto di ospedale, ho compreso di essere molto fortunata. Ero senza gambe ma totalmente circondata da amore con la “A” maiuscola. Coccolata e protetta da una famiglia allargata. Zii, cugini, amici d’infanzia, che si sono uniti ai miei genitori (già separati da molti anni) e che non hanno lasciato spazio allo sconforto. Hanno coperto quel vuoto nel quale io avrei potuto sprofondare e dal quale sarebbe stato difficile riemergere. Mi chiedono spesso dove io trovi la forza di sorridere alla vita, di affrontarla con grinta e coraggio. Il segreto, spesso, si cela dietro una semplice parola, tra le prime che impariamo sin da bambini: AMORE. Tutto parte da qui. Guardandomi attorno oggi, non posso negare che la famiglia ha subito, nel tempo, notevoli mutamenti ma è indiscutibile che la stessa, oggi più che mai, ha bisogno di essere tutelata e sostenuta. I sacrifici richiesti sono sempre maggiori, e ce la fanno solo quei nuclei che hanno un grande spirito di sacrificio ed una unione solida. Obiettivamente, oggi viviamo in un mondo che sembra impazzito, dove al centro non c’è più la persona ma i personalismi e questo a danno di molte famiglie, troppo spesso abbandonate a sé stesse. Pensiamo, ad esempio, a quelle famiglie con figli disabili che, oltre alle innumerevoli difficoltà quotidiane, devono anche fare i conti con una scuola priva di un numero adeguato di insegnanti di sostegno. Questa inaccettabile discriminazione penalizza gli studenti con disabilità che devono accettare un orario ridotto delle lezioni o, addirittura, un inizio dell’anno posticipato rispetto agli altri. A mio avviso mettere davvero al primo posto le famiglie, significa anche assicurare quel diritto allo studio garantito proprio dalla nostra Costituzione. È come se la scala delle priorità si fosse ribaltata, come se mancasse un ordine. Se c’è una cosa che la mia famiglia mi ha insegnato è che quando hai messo ordine alla tua vita, hai messo a posto il cuore. E quando il cuore è a posto, tutto attorno a te si mette in ordine. Ecco cosa potrebbe davvero mettere ordine al mondo e soprattutto al nostro paese: un po’ più di cuore. E parlando di cuore mi tornano in mente le parole di Madre Teresa di Calcutta: “Il giorno più bello? Oggi; L’ostacolo più grande? La paura; La cosa più facile? Sbagliarsi; L’errore più grande? Rinunciare; La felicità più grande? Essere utili agli altri; Il sentimento più brutto? Il rancore; Il regalo più bello? Il perdono; Quello indispensabile? La famiglia.”



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