Gli investimenti del PNRR per i territori delle aree interne, tra realtà e utopie

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Castrocielo, foto Francesco Camplani

Era il 2021 quando il Ministero della Cultura, in ragione dei problemi evidenziati in varie ricerche e documenti nonché dalla reale situazione del Paese sullo spopolamento e sulla marginalità delle aree interne, prevedeva di finanziare progetti diretti alla valorizzazione dei piccoli comuni con meno di 5.000 abitanti con le risorse del PNRR attraverso il cosiddetto “bando borghi”. Un’idea accolta dalle amministrazioni comunali con grande favore tanto che il numero dei progetti presentati era molto più numeroso rispetto ai finanziamenti che potevano essere erogati.

I progetti presentati sono stati di varia natura, ma hanno ottenuto il finanziamento quei borghi che avevano presentato una programmazione nella quale la valorizzazione turistica costituiva la leva per sviluppare l’intero territorio, avendo al suo interno una coerenza e una visione di crescita futura. Per meglio illustrare le tipologie di progetti vincitrici del bando, reputo interessante il caso dell’aggregazione dei comuni di Castrocielo (città identitaria) e Colle San Magno in provincia di Frosinone. I due comuni hanno presentato una pianificazione di diversificate e ben dettagliate attività, ovvero dodici progetti riconducibili però ad una unica cabina di regia che oltre a realizzare e sovraintendere i lavori ha il compito di mettere a sistema tutte le progettualità avendo una visione d’insieme.

Gli obiettivi di ogni progettualità sono stati individuati in maniera chiara e misurabile così da poter monitorare in maniera semplice e immediata l’evolversi delle progettualità.

Il perno su cui ruota tutta il progetto è l’hub di sviluppo territoriale che ha come obiettivo quello di promuovere tutto il tessuto locale imprenditoriale grazie alla messa a disposizione da parte del comune di Villa Euchelia, un antico monacato ristrutturato in un centro congressi ma anche luogo di accoglienza e di incontro della comunità. L’hub, grazie a questa infrastruttura pubblica, può diventare uno luogo nel quale si innescano sul territorio sperimentazione, innovazione, ibridazione generando valore non solo in termini economici quanto più sociali. Una piattaforma fisica ma ben presto anche digitale, grazie alla progettualità all’uopo dedicata, nella quale si coniugano varie attività, sviluppando un modello di multifunzionalità per usi spontanei e inclusivi, e quindi un spazio aperto e collaborativo tra vari portatori di interessi dedicato alla formazione di quella rete diretta a creare nuove combinazioni dei fattori produttivi. In tal modo l’hub, sebbene collocato in una area interna, potrebbe sublimarsi e diventare uno spazio di osservazione, riflessione, di immaginazione civica, di apprendimento istituzionale e di costruzione di policy e di governance condivisa, senza limiti e confini. Se nella teoria la progettualità dell’hub risponde alle esigenze odierne delle imprese, all’atto pratico è necessario un investimento molto ingente per rispondere ai possibili e poliedrici usi.

Il  progetto ha una sua validità e lo sta dimostrando innanzitutto perché le azioni non riguardano solo lo sviluppo turistico, ma l’intero territorio sia da un punto di vista economico che sociale e ambientale. Le dodici azioni infatti, riguardano sia il miglioramento in termini di fruibilità e di accessibilità del sito archeologico di Aquinum, un vero gioiello nel panorama culturale antico regionale, sia la ristrutturazione del criptoportico, un luogo veramente straordinario e suggestivo dove poter realizzare mostre e eventi, sia il parco avventura situato a Colle San Magno per dare il brivido dell’avventura a grandi e piccini, sia il percorso naturalistico un sentiero da percorrere a piedi e in bicicletta dove poter ammirare alcune specie floreali molto particolari quali le orchidee, sia l’hub culturale che farà da collante agli eventi e manifestazioni nonché alle esperienze turistiche. Quest’ultime, infatti, saranno sviluppate grazie alla formazione di guide, preferibilmente residenti in loco, che non solo porteranno i turisti nello scoprire le bellezze del territorio ma saranno delle veri e proprii ambasciatori delle eccellenze locali. In questo territorio, infatti, oltre a queste progettualità, sono presenti i cammini dei Santi di San Benedetto e di San Tommaso d’Aquino e in più si mescola tra loro anche la via Francigena. Insomma, il territorio di Castrocielo e di Colle San Magno è un baricentro non solo per ripercorrere le strade grandi Padri della Chiesa, ma  per sviluppare il turismo grazie ai tanti attrattori, tra cui  -oltre a quelli già illustrati – l’evento del cosiddetto “bacio delle Madonne” che si svolge il lunedì di Pasqua durante il quale i fedeli di entrambi i comuni portano ognuna per la propria comunità  una statua della Madonna in processione sul monte Asprano dove effettuano una riverenza, in ricordo delle divergenze e della pace poi avvenuta tra i due paesi.

La vitalità del territorio è poi, dimostrata dalle 28 imprese/associazioni nuove e costituende per lo più assistite dall’Hub di Sviluppo del Territorio ammesse a valutazione per un ulteriore finanziamento del MIC – Bando Imprese Borghi – dedicato ai privati che intendono operare tra Castrocielo e Colle San Magno. Le numerose richieste evidenziano la necessità ma anche la volontà di fare imprese in questi territori ove la media regionale del Lazio sembra attestarsi a circa 11 progettualità per ciascun borgo laziale finanziato. Una opportunità unica per rigenerare le aree interne, creare lavoro ed attrattività attraverso la co-progettazione pubblico-privata.

I piccoli comuni di Castrocielo e Colle San Magno costituiscono, in conclusione, un grande esempio di sinergie virtuose e di collaborazione tra gli enti e le comunità locale. Solo infatti, in presenza di slancio genuino e di partecipazione spontanea e autentica si possono realizzare grandi progetti che uniscono tutti gli attori pubblici e privati  verso lo sviluppo, che certamente oggi ha bisogno di essere attentamente gestito e ben pianificato.

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