Giano Accame ci spiega Ezra Pound economista ed etico

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U.S. National Archives Public Domain Archive - Photographic File of the Paris Bureau of the New York Times - Rediscovery number 27236

La poesia dei Cantos di Ezra Pound è una poesia profondamente epica. In cui in questo poema enciclopedico confluiscono alfabeti lontani, note musicali, simboli taoisti. In cui il suo autore innesta storia, filosofia, politica, critica ed economia in virtù di una visione onnicomprensiva. Sull’economia soprattutto Pound focalizza la sua attenzione, trasportandovi il proprio pensiero economico, eccentrico e rivoluzionario. Il Pound economista è un autore complesso ed eclettico. Tra furore e vette poetiche, condanna e argomentazione. Una visione caotica che nei Cantos tratta i temi del lavoro, della moneta, di quella age of anxiety che é la cifra dell’ideologia neocapitalista. Un complesso di idee che non vanno viste solo come curioso documento ideologico di un poeta dannato. Ma che possono diventare interessanti chiavi per leggere l’attualità. Per guardare l’economia dallo sguardo dell’umanista, del poeta, che però non è meno rigoroso di tanti autori del periodo.

Per orientarsi nella teoria generale Poundiana é necessario riscoprire Ezra Pound economista. Contro l’usura di Giano Accame (Passaggio al Bosco Edizioni, prefazione di Adriano Scianca). Accame nel suo saggio studia, approfondisce e cala nella realtà del mondo della fine della storia la visione del bardo dell’Idaho. Una concezione che affiora nella visione dell’economia di Dante e Aristotele, che quindi avversi la crematistica (l’accumulo forsennato e spregiudicato) e il divorzio tra etica e economia causato dall’economia smithiana. Riprendendo i maestri cardine del mutualismo, la teoria della moneta dell’anarchico Gesell. Accame spiega queste reminiscenze e le contestualizzato con la critica al capitalismo finanziario, alla tendenza di fondo del neoliberismo che diffonde disoccupazione e sradicamento. Ricordando che “Senza lavoro sperare è follia”. Una idea in contrasto con i falsi miti della flessibilità e della disoccupazione sana che è tanto amica dei profitti quanto nemica della comunità. Sviluppando spunti economici che verranno raccolti e coniugati in maniera diversa da scuole di pensiero come la MMT.

In Ezra Pound economista il lettore viene trasporta in un pensiero complesso, utopistico, poetico. Capace di mostrare le derive sociali della società di mercato, l’importanza del lavoro e una concezione che punta al benessere comunitario. Lo fa certamente con alcune proposte anticonvenzionali, con passi anche spiacevoli, ma che riescono a mostrare il volto del Pound economista. Volto che secondo il celebre anglista Massimo Bacigalupo, pochi oltre ad Accame hanno saputo mostrare con così chiarezza. Senza retorica ideologizzata, o un approccio antiquato.

Un pensiero, quello di Pound, che grazie soprattutto ad una voce poetica così alta e sublime, riesce ad essere ancora attuale. Come in questi versi dei Cantos che il New York Times ha riproposto in occasione della crisi del 2008:”Con usura nessuno ha una solida casa di pietra squadrata e liscia per istoriarne la facciata, con usura non v’è chiesa con affreschi di paradiso”. Un saggio illuminante su questo grande artista del novecento ricco di spunti e osservazioni puntuali. Che, oltre a portare una splendida selezione del meglio dei Cantos economici,  riesce a raccontare il poeta e l’economista, il sognatore e il lettore arguto. Ricordando che “non si può ricavare una buona economia da un etica cattiva”. Motto facilmente dimenticato.

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