Giornata delle Foibe mutilata alla Spezia: scatta raccolta firme on line

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Ciò che è accaduto il 9 febbraio scorso ha dell’incredibile. L’iniziativa, che si sarebbe dovuta tenere alla Spezia, portando la Giornata del Ricordo all’interno delle scuole, con un prezioso intervento da parte di uno studioso scelto dall’ A.N.V.G.D. per la Provincia di Spezia, è stata annullata poche ore prima dell’evento stesso.

“Siamo indignati – hanno scritto gli organizzatori – e abbiamo pertanto lanciato una raccolta firme affinché in futuro non si ripetano circostanze di questo genere e si possa affrontare il ricordo di questa tragedia senza censure”.

Ma veniamo ai fatti. Forse spinto da alcuni insegnanti dell’Istituto Scolastico Fossati-Da Passano che hanno lanciato, a dire del presidente dell’associazione Ingegner Andrea Manco, “un inutile e del tutto infondato allarme politico”, il responsabile dell’Ambito Territoriale della Spezia dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria, dottor Roberto Peccenini, ha deciso di annullare senza preavviso alcuno, la conferenza organizzata dalla Consulta Studentesca presso l’Istituto spezzino Fossati-Da Passano sul tema Foibe ed Esodo.

Il motivo? Il relatore scelto dall’associazione delle vittime, avvocato Emilio Guidi, in passato si era candidato nella lista di Casa Pound per le elezioni del comune del levante ligure. Va precisato che l’avvocato Guidi risulta essere un profondo conoscitore delle vicende oggetto dell’incontro, oltretutto già delegato ufficiale del MIUR presso il Conservatorio della Spezia come Consigliere, oltre che persona rispettabile e incensurata, seppur macchiata, a questo punto indelebilmente, fino al punto di non poter prendere parola, su un tema oggetto dei suoi studi scientifici.

Ora appare evidente che, anche per me che non condivido le posizioni di Casa Pound, che lo stesso risulta essere un movimento politico riconosciuto legalmente dalla Repubblica Italiana. Ciò fino al punto di poter presentare le proprie liste sia alle elezioni amministrative comunali e regionali, che a quelle politiche. Appare così che, non potendo eliminare la lista dal contendere politico, se ne elimini, se mai anche fosse così, l’opinione di chi si è candidato magari senza neppure aderire al movimento stesso. Come non percepire, così come ha espresso Manco che: “la decisione è motivata da un sentimento di censura preventiva che per decenni è stato dedicato alla Storia di mia madre, Esule polesana, ed a tutta la Sua famiglia quando si presentava per cercare lavoro, fare documenti, chiedere informazioni di carattere pubblico, in quegli anni in cui le parole Foibe ed Esodo erano accomunate alla parola fascismo.”

Parliamo, come i lettori sanno, ma non fa male ribadire, al di là dell’opinione di ogni fede politica, di fatti tragici legati a quelle terre dove “i nostri Esuli erano stati fascisti, o anti-fascisti, esattamente come tutti gli altri Italiani, nella Venezia Giulia come in Campania o in Sicilia. Nelle foibe furono spesso vittime per primi la povera gente e gli intellettuali. Un maestro elementare, un prete, uno studente, vennero considerati tali perché bisognava cancellare le tracce di una cultura e di una Storia millenaria. Questa barbarie toccò a migliaia di Italiani colpevoli solo di essere stati carabinieri, poliziotti, finanzieri, operai o farmacisti, e nella stragrande maggioranza dei casi, colpevoli solo di essere Italiani.”

Conclude ancora Manco in una lettera inviata per protesta al Miur: “In un’ Italia in cui si permette ad ex brigatisti di tenere “lectio magistralis” nelle Università, in cui si permette a ex assassini di andare in trasmissioni televisive come ospiti d’onore, in cui si permette a professori politicizzati di insultare le Forze dell’Ordine e allo stesso tempo di insegnare secondo loro coscienza anziché secondo la didattica ufficiale, in cui si permette a negazionisti e giustificazionisti di intervenire in veri convegni politicizzati organizzati solo per screditare la nostra Storia, non viene permesso a uno stimato Avvocato di intervenire come storico conoscitore dei fatti perché ha avuto la colpa di candidarsi qualche anno prima in un movimento politico legalmente riconosciuto dalla Repubblica Italiana.”

A questo punto dovrebbe arrivare il lieto fine con l’incontro con gli studenti nuovamente autorizzato e convocato. Invece arriva la beffa da parte dell’ufficio scolastico regionale che annulla definitivamente l’incontro. Il motivo? La mancanza di un contradditorio. E questo mi indigna ancora di più di tutto il resto perché non ricordo che negli incontri, dibattiti e quanto altro ancora dedicati alla Giornata della Memoria ci sia stato mai bisogno, aggiungo fortunatamente, di un contradditorio tra negazionisti dei campi di sterminio e i sopravvissuti.

Il fatto che esista una Giornata del Ricordo, istituita da una legge dello Stato Italiano, così come per quella della Memoria, esime le celebrazioni da qualsiasi contradditorio a dispetto di chi nega o giustifica le barbarie in nome di quelle compiute precedentemente dagli italiani in quei luoghi, quasi che non furono gli italiani a istituire le leggi raziali e a permettere quel che è accaduto a chi si macchiava di ebraismo. E’ un grave errore mettere la vicenda istriana sul piano politico perché non la è mai stata, è stata invece una vicenda identitaria ed è bene non smettere di ricordarlo.

Per partecipare alla petizione per lo svolgimento dell’incontro, indetta tra gli altri dal consigliere comunale della Spezia di origine polesane Oscar Teja che in pochi giorni ha già raggiunto oltre 500 firme:

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